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"Carcere e l'inutile utilità del Garante. Lettera aperta (molto ironica) a chi ci aveva visto lungo"

venerdì 17 aprile 2026

Caro Bonino e cari esponenti della politica orvietana,
bisogna ammetterlo, avevate ragione voi: il Garante dei Detenuti a Orvieto è assolutamente inutile. Proprio come sono inutili gli ombrelli quando c’è il sole o i freni quando si va in salita. Perché mai avremmo dovuto volere una figura terza, capace di mediare, monitorare e allentare le tensioni, quando possiamo goderci lo spettacolo pirotecnico di questi giorni? Le recenti "avventure" all'interno della Casa di Reclusione ci dicono che tutto va a gonfie vele. Certo, se ci fosse stato un Garante, forse avremmo avuto:

  • meno pressione sugli agenti: una figura di garanzia non serve mica solo ai detenuti, serve a far sì che i diritti e i doveri siano chiari per tutti, evitando che la Polizia Penitenziaria diventi l'unico parafulmine di ogni malessere strutturale. Ma a noi piace il rischio, giusto?
  • un canale di sfogo istituzionale: invece di far esplodere le tensioni in "vicissitudini" poco edificanti, un Garante avrebbe potuto intercettare il disagio prima che diventasse cronaca. Ma vuoi mettere il brivido della gestione dell'emergenza h24?
  • più trasparenza e meno isolamento: un Garante è un ponte tra il "dentro" e il "fuori". Ma Orvieto è famosa per il suo Pozzo, e forse qualcuno pensa che anche il carcere debba seguire la stessa filosofia: profondo, chiuso e senza troppa luce dall'esterno.

Un paradosso tutto orvietano.

È quasi poetico l'impegno profuso per evitare la nascita di questa figura. Dire che il Garante sia "inutile" mentre il sistema carcerario scricchiola è come dire che un medico è superfluo in un reparto di ortopedia perché tanto i gessi si asciugano da soli.

In realtà, caro Bonino, un Garante sarebbe stato il miglior alleato proprio della Polizia Penitenziaria, avrebbe tolto agli agenti l'onere di essere mediatori sociali, psicologi e diplomatici, permettendo loro di fare il proprio lavoro in un ambiente meno tossico e più controllato.

In sintesi: complimenti. Senza il Garante, la situazione è talmente sotto controllo che tra poco servirà un cronista di guerra fisso davanti ai cancelli di Via Roma. Ma d'altronde, la coerenza prima di tutto: meglio una crisi ben gestita (si fa per dire) che un diritto garantito preventivamente.

Vorrei chiudere con una piccola citazione che ci porti tutti a riflettere: "La civiltà di un Paese si misura dalle sue carceri, ma la lungimiranza della sua politica si misura da quanti problemi decide di ignorare prima che diventino ingestibili".

Andrea Carli,
figlio del Maestro Sergio Carli

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