opinioni

"Sull'inopportunità dell'iniziativa dell'Istituto d'Istruzione Majorana-Maitani"

giovedì 19 febbraio 2026
di Maurizio Conticelli - Amici della Terra Orvieto

Questa sera prenderà avvio una tre giorni dedicata agli scenari per la transizione energetica traguardando al 2050, organizzata dall'Istituto d'Istruzione Superiore Majorana-Maitani di Orvieto nell’ambito di "OrvietoScienza 2026". Argomento centrale è costituto dalle fonti rinnovabili con analisi dell’energia eolica e fotovoltaica ed argomenti correlati. Nulla da eccepire ed anzi un plauso per iniziative che intendano contribuire ad alimentare la cultura scientifica, ma c’è modo e modo e momento e momento per farlo.

Il tema energetico è all’attenzione dell’opinione pubblica, del mondo economico e del mondo politico, mentre è assente il confronto tra posizioni diverse sugli scenari da condividere e soprattutto come attuarli. I principali mass media – TV e "giornaloni" – sembrano oltremodo condizionati dalle lobbies del settore eolico e solare, con una informazione unilaterale che poco ha a che fare con i princìpi di rispetto del pluralismo dell’informazione, specie per ciò che riguarda i servizi pubblici.

In tale contesto ci saremmo attesi un’iniziativa più equilibrata dal mondo scolastico rispetto al dibattito in corso proprio nell’Orvietano, dove cittadini, Comitati, Associazioni e Istituzioni Pubbliche si stanno battendo contro una incontrollabile invasione di mega turbine eoliche e pannelli fotovoltaici che stravolgerà i territori e la loro vocazione rivolta alla tutela e valorizzazione delle non comuni risorse ambientali e culturali. Il pregiato tavolato dell’Alfina, ricco di storia, natura, biodiversità, saperi e paesaggio, rischia di divenire un vero e proprio distretto industriale cancellando attività agricole e turistiche, nonché favorendo esclusivamente fenomeni speculativi per pochi a danno dell’intera comunità locale.

È peraltro notizia di oggi che è stato presentato un ricorso contro il diniego regionale ad un impianto eolico sul Peglia – ci risiamo dopo le battaglie dei lustri passati! – che avvalora le nostre preoccupazioni per le attività imprenditoriali sulle energie rinnovabili che si caratterizzano in primis per la totale mancanza di condivisione con le comunità locali anche grazie a discutibili normative favorevoli e con rilevanti vantaggi economici che spingono numerose multinazionali ad investire nelle rinnovabili in Italia.

Ammetto di essere afflitto dalla sindrome Nimby, facendo presente che il mio giardino è a forma di stivale e circondato da mari con isole sparse! Care studentesse, cari studenti, mi auguro che ci siano occasioni costruttive per ampi confronti su questi importanti argomenti, con l’invito a consultare la newsletter degli Amici della Terra Astrolabio, ricca di contributi di elevato valore scientifico.

Buon lavoro!

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