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Ennesimo pomeriggio di passione per i pendolari orvietani

martedì 30 novembre 2021
di Pasquale Di Paola

Pomeriggio di lunedì 29 novembre. Altra data da incorniciare per gli sventurati pendolari orvietani. Il solito nutrito gruppo di lavoratori prende il treno regionale veloce 4156 che alle ore 16 in punto parte da Roma Termini. Dal fatidico binario 2 Est, per raggiungere il quale occorre percorrere quasi un chilometro a piedi all'interno della Stazione Termini. Alle 16.10, sempre rigorosamente in orario, il treno 4156 giunge a Roma Tiburtina, affollato quanto mai.

Carica un altro nutrito gruppo di lavoratori orvietani e riparte direzione Orte. Percorrendo la tratta Roma-Ancona ovviamente i pendolari orvietani devono scendere a Orte dove, dopo dieci minuti di attesa, parte il regionale 18714, detto familiarmente dai pendolari orvietani il "localino", che copre la tratta Orvieto-Chiusi, con arrivo a Orvieto alle 17.22.

Appena partito l'Ancona da Tiburtina arriva l'annuncio che nessun pendolare vorrebbe sentire. Per motivi ai più incomprensibili, il treno sarà dirottato sulla linea cosiddetta "Lenta" o "Convenzionale". In pratica anziché 30 minuti ne impiegherà se va bene 60 per raggiungere Orte. Poco male, pensano i pendolari orvietani. Buon senso farà sì che alla stazione di Orte ritarderanno la partenza del "localino"di 5 minuti.

Anche perché quel "localino è stato messo appositamente per permettere la coincidenza con l'Ancona ai pendolari orvietani. Arrivati a Orte alle 17, la prima amara sorpresa. Il "localino" l'hanno fatto partire in orario. Cinque minuti prima che arrivasse il regionale diretto ad Ancona. Ovviamente completamente vuoto, visto che se ne è andato senza aspettare.

Infreddoliti, temperatura a Orte vicina allo zero, i quasi cento pendolari orvietani si consolano con l'App FS. App che indica che l'Intercity 596 che copre la tratta Napoli Centrale-Milano Centrale delle 17.05 ha 20 minuti di ritardo. E fermerà a Orte alle 17.20 circa per arrivare alle diciotto meno qualche minuto a Orvieto. Gli stoici pendolari orvietani sfidano il gelo del marciapiede del binario 2 per i 20 minuti mancanti all'arrivo dell'Intercity, che alle 17.30 compare all'orizzonte.

Ma entrando nella stazione di Orte anziché rallentare e fermarsi continua la sua corsa. Poi a noi inferociti, e congelati, pendolari orvietani sarà detto che oggi quel treno Intercity dopo Roma Tiburtina fermerà a Orvieto, saltando la fermata alla stazione di Orte. Anche in questo caso adducendo motivazioni incomprensibili ai più. Cinque e mezza. Sempre temperatura vicina allo zero. Sempre più rabbia e senso d'impotenza. E una desolante, deprimente rassegnazione.

La realtà espressa da un grande tabellone luminoso che indica che il primo treno utile per Orvieto è il regionale veloce 4106 che copre la tratta Roma Termini Firenze Santa Maria Novella. Con fermata a Orvieto alle 18.03. Che ha un ritardo di 30 minuti. Cento sguardi smarriti, scoraggiati. Ghiacciati. Pochi minuti dopo le sei e mezza il treno arriva. Abbondantemente dopo le 19 il treno arriva a Orvieto.

Più di tre ore per percorrere i cento chilometri che separano Roma da Orvieto. Con quasi due ore di attesa al freddo e al gelo a Orte. Con l'Ancona che ha fatto la linea "Lenta". Con il "localino" fatto partire vuoto cinque minuti prima che arrivassimo a Orte. Con l'Intercity che non hanno fatto fermare a Orte. Con il regionale veloce preso a Orte con oltre mezzora di ritardo.

Scendendo dal treno a Orvieto una locandina attira l'attenzione dei pendolari orvietani. Si parla di Orvieto come location per grandi eventi. Orvieto con 40 giorni di feste e spettacoli per il Santo Natale. Di una Orvieto brillante e scintillante. Una Orvieto da godere. Non certamente per noi pendolari.