opinioni

Il male della politica. "Il particulare" (parafrasando Guicciardini)

lunedì 22 novembre 2021
di Renato Piscini

Ogni politico che oggi agisce solo per il proprio interesse esternando il proprio pensiero rientra nel "particulare" e questo purtroppo accade sia a livello locale che nazionale di questi tempi. Il massimo sarebbe vivere in una Repubblica ordinata ove gli ideali si combattono lealmente, ma non che a contrapporsi siano le singole persone. Il fine giustifica i mezzi (Machiavelli), ma in un ambito politico omogeneo e soprattutto in un partito inteso come comunità.

Quello del politico è un mestiere difficile, ma non indispensabile salvo ingannare il prossimo per raggiungere l'obiettivo. Bisogna saper scegliere tra il meno peggio dei modi e il modo migliore dei modi per stare in politica. Ora nessuno vuole essere puritano, ma a tutto c'è un limite di azioni, di rappresentanza rimanendo nell'ambito delle cose, dei fatti e dei ruoli. Anche in politica nulla scompare quindi bisogna essere coerenti, attenti alle azioni interne ed esterne ai partiti non dimenticando di essere nel merito delle questioni.

Siamo in una fase in cui nulla è certo, insomma alla primavera di qualcosa di diverso, per cui ogni atto può essere interpretato male o essere esso stesso nocivo del partito o di un singolo. Per arrivare alle proprie aspirazioni si possono reclutare di onde, ma al momento della verità questi alleati si possono solo affacciare e non collaborare rischiando l'isolamento.

L'apparire, il corpo, la loquacia sono tutte forme sì di presenza ma non bastano a definire il riconoscimento di una comunità ovvero anche di un politico.
Chi vuol esser lieto sia...meglio...de hominis dignitade.