opinioni

In morte di Laura, la nostra Laura

giovedì 18 novembre 2021
di Fausto Cerulli

Se ne è andata in silenzio, lontana da noi
eppure ancora più vicina, lei che come una nuvola
chiara ci proteggeva dal troppo sole e chiedeva
sommessamente di non essere dimenticata.
Ma noi non potevamo dimenticare, non avremmo
potuto, lei che era un sorriso luminoso, una elegante
ironia, noi abbiamo provato il suo affetto
avvolgente, la sua garbata intelligenza, luce
continua in questa nostra vita sempre più
buia, che lei ha saputo illuminare tutto
e tutto smuovere con gesti armoniosi.
Lei, e ora dico di me per dire di lei,
mi sollevava da ogni depressione senza
bisogno di parole, e io sentivo la sua
comprensione discreta. Una telefonata improvvisa,
non abbiamo risposto subito, sapevamo
che ci avrebbero detto che Laura è morta.
Aspettavamo da tempo questa notizia,
ma abbiamo sentito comunque un senso
di vuoto. Lei è stata compagna di Benedetto,
erano una coppia perfetta, un esempio
di anticonformismo non ostentato. Io
non credo  in nessun paradiso, ma
voglio pensare che questa coppia
si sia ricomposta nel non so dove,
come il sole incontra la pioggia
in un arcobaleno. Con Laura tutto era
fatto di coincidenze, la più dolce, ed ora
più amara, l’averla conosciuta,
amica sincera da sempre. So che lei
non vorrebbe il pianto di nessuno,
lei a suo modo allegra e festosa,
ma a lei spetta un omaggio di tenerezza.
Oggi il vento è diventato una brezza.
Quando muore una persona come lei
sembra che  la morte davvero non esista.