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Mater dulcissima

martedì 14 settembre 2021
di Fausto Cerulli

E chiedo ancora il tuo perdono, madre,
come facevo quando ero fanciullo e ti avevo deluso. Io
ti ho lasciata andare prima di avere il tempo di ascoltare
le tue parole, quelle che non avresti più avuto il tempo
di dire, forse una favola forse il momento intimo
della nostra storia. Hai voluto dirmi che era venuto
il tuo passaggio magico, forse ho lasciato
che tu potessi recare un mio saluto a Gianna
ed a Francesco, i miei rimpianti.
Avevi sul volto quasi una carezza, come
volessi dirmi leggeremo ancora quel libro
che non ho scritto.
Ora sfoglio le pagine che restano,
parola per parola. Sillabe e pianto.