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Requiem

lunedì 16 novembre 2020
di Fausto Cerulli
Requiem

Io, se penso alla mia morte, penso
ad una botola che si apre sul pavimento
consunto della mia vita, una botola
improvvisa, anche se prevista da sempre,
in cui precipita il mio corpo senza
che le mie dita trovino appiglio
che lo salvi dal cadere lentamente
ma in maniera inesorabile dentro
il gorgo di un abisso. E penso
che resti qualcosa a guardare
il mio corpo che scivola nel vuoto
a precipizio. E questo qualcosa
forse si chiama anima. Forse.