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Ex Ospedale, 6500 metri quadri di proprietà pubblica in un'area unica

sabato 10 ottobre 2020
di Gianni Pietro Mencarelli, Cittadinzattiva
Ex Ospedale, 6500 metri quadri di proprietà pubblica in un'area unica

Il plesso dell'ex Ospedale, nel lontano 1999, prima di essere lasciato dall’attività sanitaria, per il trasferimento presso la nuova sede di Ciconia, fu interessato da un intervento impiantistico e manutentivo proprio per lasciarlo nelle condizioni ottimali per un suo immediato utilizzo per fini sociali. Allora si parlava di una struttura per anziani collegata anche ai servizi sanitari, con un tutte quelle attività tipiche di un moderno centro di salute.

Ma le cose sono andate diversamente, sarebbe lungo ora descrivere cosa veramente sia successo nell’occupazione da parte di vari soggetti istituzionali e privati che si sono inseriti nell’immobile e che, hanno determinato, tra l’altro, per il Comune un debito nei confronti dell'Asl per canoni di affitto, impedendo di fatto la realizzazione sociale di cui da tempo si parlava e che nessuno a voluto o vuole prendere in considerazione, nonostante l’enorme bisogno dei nostri anziani.

Intanto la parti non occupate venivano lasciate in totale abbandono ed oggi per la penetrazione dell’acqua piovana, quasi tutto l’immobile è praticamente divenuto inagibile. Purtroppo gli esempi nella gestione del patrimonio pubblico, che sono sotto gli occhi di tutti, ci impedisce di pensare ad una premeditazione da parte di “qualcuno” per riservare alle speculazioni immobiliari il prestigioso complesso, reso ormai inservibile e impossibile da gestire o recuperare in assenza di risorse.

Ma noi speriamo ancora che qualcosa accada ed insieme a tanti altri continuiamo a dire che Orvieto ha pagato un prezzo molto alto in termini di perdita dei patrimoni che i cittadini laboriosi avevano realizzato per la città, poderi, palazzi, basterà citare il Lascito De Solis (appartamenti negozi nel centro di Roma) che doveva servire secondo il legato testamentario, alla realizzazione di un centro di assistenza per anziani, ora finito nelle mani della Regione, sufficiente da solo, se venduto, a compensare le spese per la ristrutturazione  del vecchio  presidio ospedaliero, con un servizio moderno e attrezzato, per autosufficienti e non autosufficienti, malati cronici, utile a creare posti di lavoro per una città che ogni giorno perde un pezzo; altro che città della salute nelle caserme, che già dal 2007 veniva ipotizzata.

Intanto i nostri vecchi sono costretti ad un esilio forzato verso paesi vicini o addirittura, per quelli che se lo possono permettere, a rimanere nelle “mani delle badanti” che pur ringraziandole per la loro presenza e il loro servizio , non sono certo a nostro giudizio la soluzione ottimale.

La rifunzionalizzazione  del complesso  aiuterebbe il servizio sanitario ospedalocentrico a recuperare spazi da destinare alla medicina del territorio, alla prevenzione, e alla cura delle cronicità in luoghi adeguati, oltre a garantire un presidio di soccorso medico e una sedeadeguata per la AFT (Assistenza funzionale territoriale) che garantisca la presenza di medici h 24 ad integrazione dei servizi già presenti, rafforzando l’assistenza ai cittadini.

In ultimo data la situazione Covid che ripropone il tema dei luoghi deputati alle cure, ma anche alla gestione dell’isolamento delle persone contagiate, sarebbe quanto mai necessario un recupero funzionale di spazi esterni  al presidio ospedaliero che andrebbe lasciato libero e destinato solo per casi  che necessitano di assistenza ospedaliera.

Alleghiamo lo stralcio dell’accordo di programma sottoscritto tra Regione ASL e Comune di Orvieto, per il recupero delle somme spese per interventi di manutenzione  straordinaria, effettuati sull’immobile dal comune di Orvieto durante il periodo di detenzione del complesso, di cui 936.000 euro per interventi strutturali che non compaiono nel documento.  Come si noterà l’accordo prevedeva la restituzione della spesa indipendentemente dalla avvenuta vendita della struttura.

Tenuto conto del pari valore dell’immobile ex Pediatria,  anche esso messo in alienazione, si potrebbe ipotizzare, secondo noi, una permuta della proprietà a compensazione delle spese sostenute. Con il recupero della ex Pediatria, il Comune potrebbe ottenere anche il diritto di passaggio per consentire la realizzazione di una viabilità alternativa, liberando il Duomo dal traffico veicolare da Via Maitani per Via Postierla.



 


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