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Un viaggio nella politica del "niente"

venerdì 31 luglio 2020
di Renato Piscini
Un viaggio nella politica del "niente"

Siamo in una città-regione che cresce incessantemente nell'invisibile, condannando all'attesa migliaia di famiglie. Ogni tanto una denuncia scuote l'indifferenza. La speranza la si può ancora immaginare...ritorno al futuro! Ma per guardare avanti dobbiamo guardare indietro e per prevedere il futuro lo dobbiamo solo rendere possibile con le azioni.

Andare, guardare, raccontare dal punto di vista giornalistico ma per chi vive lo status giornaliero è la realtà che conta, è il catalogo delle emozioni che prevale e di conseguenza i giudizi. In giro vedo un senso di vuoto ed ignoranza, la decadenza della politica e dei suoi dirigenti ha ammazzato la cultura e conseguentemente la sua dirimpettaia ovvero la politica.

Insomma guardare al passato per un futuro roseo. Passato ricco di esperienza e di insegnamenti alti, ma dobbiamo basarci su un futuro più ricco di riflessioni, coscienza, anima, soprattutto cultura. Siamo in presenza di una continua tensione, mai di qualcosa di veramente caldo e confortevole.

Siamo in uno stato di contingenza e la politica rimane immobile, così i suoi dirigenti dell'una o dell'altra parte rimanendo ingessati a conservare il potere senza dare nulla ai cittadini. Nel silenzio della società si annida la reazione che potrebbe scoppiare da un momento all'altro...

Riflettiamo. L'assenza dei corpi intermedi, che sono la forza della democrazia, non giova e l'illusione del concreto domina rafforzando solo il potere per il potere mentre la politica vera è sempre più debole. I rinvii, le decisioni non prese sono il leitmotiv giornaliero nelle amministrazioni.

Vuoi per dirigenti che non si assumono responsabilità, vuoi per politici che non decidono per vincoli incontrollabili, dovuti o meglio parametri stupidi. Bisogna ricostruire una classe politica all'altezza dei tempi! Vi siete mai chiesti quanto ci costa una classe dirigente impreparata?

Dove andiamo a prendere tali politici? Dove non importa, bisogna combinare gli interessi con i valori, i simboli con i fatti, i bisogni con le risorse e gli obiettivi con la realtà in un percorso di responsabilità crescente. In bocca al lupo a tutti!