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Trattoria

mercoledì 1 luglio 2020
di Fausto Cerulli
Trattoria

Basta un poco che è molto in questo quasi nulla
di una vita che scorre come un fiume, tra scogli
e sponde di piccoli incanti: un vicolo antico,
un pranzo imprevisto con gli amici di sempre,
un carpaccio al fegato d’oca, un vino rosso
proposto con garbo, ma io adesso purtroppo
non bevo perché ho bevuto anche troppo
quando ero molto infelice, e adesso
lo sono un poco meno perché reggo
da quasi vecchio i dolori e li lascio passare
come un sorso di vino, e Carla sorride
di un sorriso che forse nasconde una pena
che non vuole passare, e Flavio sorride
un sorriso saggio, Flavio con cui cercavo
tracce di vasi antichi scavando un terriccio
che forse rideva della nostra impazienza,
(il terriccio ha esperienza  da quando
ancora non eravamo venuti al mondo)
e non parliamo di Gianna, come in un tacito
accordo, e di lei parla il ricordo che
sempre abbiamo del suo sorriso
smagliante e che adesso aleggia
tra noi, leggero come una piuma,
perché lei vuole che non soffriamo
per lei: lei è con Francesco
nella terra felice del non so dove,
e ci sorride. Basta un poco che è tanto,
e che è il tutto che ci deve bastare.