opinioni

Bene così per il Teatro Mancinelli

venerdì 26 giugno 2020
di Aramo Ermini
Bene così per il Teatro Mancinelli

Sono diverse tornate elettorali che non vado a votare, sia per le elezioni locali sia per quelle nazionali. Ho ingaggiato una dura lotta con me stesso per non far condizionare i miei giudizi politici dalle mie simpatie ed iniziare ad imparare a valutare i fatti politici per quello che suono, buoni o cattivi, indipendentemente da chi li compie. Il nostro è un Paese diviso in due, destra e sinistra, e, molte volte, anzi moltissime, l'appartenenza partigiana viene prima dell'appartenenza alla Nazione intera. Questo è un grande difetto di noi italiani e ci pregiudica gravemente!

Detto ciò la vicenda del Teatro Mancinelli, a mio avviso, è bene sia andata così come è andata. Ogni parte politica che va al potere vincendo le elezioni è portatrice di una cultura, con i propri principi, modi di vedere e valori (molte volte dis-valori), la cultura non è neutra, ed è ovvio che una nuova maggioranza voglia esprimere la propria di cultura. La passata gestione del Teatro Mancinelli, ora in liquidazione, era espressione della vecchia maggioranza politica.

In questa ottica la vicenda del Teatro, per me, è corretta. È solo mistificante voler far passare la mossa dell'attuale Amministrazione, credo, come battaglia contro il Teatro, è solo che ad una cultura di un certo segno se ne vuole avvicendare un'altra, espressione di una nuova maggioranza. C'è da sperare solamente che l'attuale Amministrazione Comunale sia all'altezza di dare al nostro Teatro una buona gestione.

Il consenso può essere inquinato, ma l'alternanza in democrazia è uno dei pochi meccanismi sani della stessa, permette un avvicendarsi al potere, purificandolo dalle sue incrostazioni, dai clientelismi, favoritismi, interessi illeciti e pensiero uniderezionale.