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Genocidio

martedì 23 giugno 2020
di Fausto Cerulli
Genocidio

Non avevo balsamo a guarire le ferite che non mi avevi fatto.
Ti avrei voluta crudele seviziatrice di anime,
patibolo per la esecuzione di sconci pensieri,
piedi sul viso nel calpestare e tacchi alti e la vittima, io,
dannato a guardare con gli occhi quasi schiacciati
la lunghezza impudica delle tue cosce, viste dal basso,
dal legno patibolare. E sangue domanda sangue,
e fiore fiore e la rosa no, la rosa non domanda
nulla: è piena di sé la rosa.
Ogni rosa contiene la rosa che la contiene.