opinioni

Beckett

martedì 23 giugno 2020
di Fausto Cerulli
Beckett

Cosa sarei di me se non fosse memoria
da cercare dovunque in ogni strada, ai
crocevia appuntati alla figura in gesso
di una madonna stordita dal rumore
del traffico, ai semafori a cui sono
impiccati i colori troppo cangianti
in successione, il rosso il verde il breve
giallo e i gladiatori sconfitti dalla
fine della memoria.
Cosa sarei di me se non avessi
memoria delle lei che un tempo
trovarono in me quel lui di cui
avere memoria. Cosa sarei di me
se non avessi il figlio che non ho
per non lasciargli la memoria che
mi manca del mondo.