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Ciao Amico mio! (In ricordo di Antonio Bergami)

lunedì 22 giugno 2020
di Alberto Coppotelli
Ciao Amico mio! (In ricordo di Antonio Bergami)

Compagno di scuola, collega di lavoro, amico, con te Antonio ho condiviso molti momenti di vita. La nostra amicizia è iniziata sui banchi di scuola, tu eri fra i più studiosi e i più bravi, non per niente ti chiamavamo scherzosamente “capoccione” e non solo per quel tuo piccolo particolare anatomico, ma perché avevi una mente fervida e una solida capacità intellettiva. Non solo studioso, ma anche una persona molto socievole, non ti tiravi mai indietro quando si doveva organizzare una gita o una cena fra amici, e sei stato sempre agli scherzi. Mi ricordo una volta a scuola, poco prima dell’ora di uscita, ti legammo a tua insaputa al banco, e quando suonò la campanella ti rendesti conto che non potevi alzarti per uscire e tutti insieme, te compreso, a ridere per lo scherzo riuscito.

Rammento le mascherate nel periodo di Carnevale, Otello e Desdemona, tu ovviamente ti mascheravi da Desdemona, andavamo in giro per le vie di Orvieto mascherati a chiedere offerte che poi utilizzavamo per pagarci un pranzo in allegria tutti insieme.

Dopo il Diploma di Maturità Classica ci siamo ritrovati insieme anche all’Università, avendo intrapreso entrambi gli studi di Medicina a Perugia. A quei tempi non c’erano molte possibilità economiche e decidemmo di prendere in affitto insieme una camera condivisa e, per risparmiare, i primi tempi cucinavamo da soli in camera. Quante peripezie quando era il momento di sostituire la bomboletta di gas del fornelletto che mia zia ci aveva prestato per cuocere i cibi o quando non riuscivamo a evitare gli schizzi di olio sul muro durante la cottura della fettina di carne o del pesce…

Eravamo ventenni, con poca esperienza e, quando andavamo al supermercato per fare la spesa, la nostra idea era quella di spendere il meno possibile, ma non sapevamo che i prezzi esposti sui vari prodotti alimentari erano riferiti a un ettogrammo di prodotto e non a tutto il pezzo incartato, per cui ci ritrovavamo alla cassa con un conto esorbitante, avendo messo nel carrello i pezzi più grandi, convinti così di risparmiare, e alla fine tutto si concludeva con la riposizione negli scaffali di quasi tutto ciò che avevamo intenzione di comprare tra le nostre risate e le battute scambiate con la cassiera.

Anche nel lavoro da Medici ci siamo ritrovati spesso insieme, pur lavorando in specialità differenti. Ricordo quanti Progetti abbiamo scritto anche insieme al collega Gianni Iacarella nell’ambito della Promozione della Salute, gli incontri con gli alunni dei Licei, i questionari per le statistiche, gli interventi nei Centri Anziani…

Insomma una serie di esperienze vissute insieme, sempre nell’amicizia e nell’accordo comune. Anche recentemente con i vecchi amici e compagni di scuola i pranzi e le cene, fra ricordi e risate.

La tua malattia è stata una cosa inaspettata, soprattutto per le complicazioni che hai avuto. Ho sperato fino all’ultimo che tu ce la facessi a superarla, ci siamo anche parlati al telefono fino a pochi giorni prima e mi ripetevi che ti sentivi finito, ma io ti rispondevo di non mollare, di tenere duro che presto sarebbe arrivato il fatidico giorno del trasferimento in Reparto Riabilitativo…

Poi all’improvviso la telefonata di Paola che mi diceva che era successa una disgrazia, e ho capito subito quello che poi lei stessa mi ha confermato...Antonio ci ha lasciato, improvvisamente se n’è andato. Un fulmine a ciel sereno, un vuoto incolmabile, una parte di me che se ne è andata...Ciao Antonio, riposa in pace.