opinioni

Un asso

giovedì 21 maggio 2020
di Fausto Cerulli
Un asso

Mi nascondevo nella mia paura
con uno strano atto di coraggio
che mi costava molto caro. Avevo
preoccupazioni normali, ma ero io a sentirmi
anormale come chi è sconosciuto anche a se
stesso. Sentivo solo misericordia
per la mia anima disinvolta, ed era
la magia di ricordo che dettava
la memoria al mio corpo che io
non riuscivo ad abitare. Adesso
stanno rivelandosi gli alibi, ora
mi sfiniscono i peccati che io
avrei  voluto aver commettere
per essere condannato da qualche
tribunale. Una condanna mi avrebbe
fatto sentire vivo per accettare
in qualche dopo la mia sorte
ed avrei smesso di giocare una
partita destinata alla sconfitta.
Dio ha sempre un asso nella manica.