opinioni

Lavoro

mercoledì 20 maggio 2020
di Fausto Cerulli
Lavoro

E non sul lavoro ma sulla felicità
vorremmo che si fondasse la nostra
Legge suprema, perché il lavoro
è pena agli operai, ai contadini,
ai braccianti. Soltanto per gli artisti
che si ispirano al lavoro degli altri,
il lavoro è fonte di una oscena
rappresentazione, che sfrutta
gli sfruttati per fare merce
del lavoro e dell’arte, entrambe
in vendita, ma la merce arte
viene venduta al miglior offerente,
mentre il lavoro vero viene
comprato a vile prezzo.
Ed ora provo disprezzo
per chi come me, scrive
padrone di se stesso e
se vuole e quando vuole.
Libero come un padrone.