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"Italiani due volte. Dalle foibe all’esodo: una ferita aperta della storia italiana"

giovedì 13 febbraio 2020
"Italiani due volte. Dalle foibe all’esodo: una ferita aperta della storia italiana"

Nell'ambito delle iniziative promosse in occasione del Giorno del Ricordo, venerdì 14 febbraio alle 17.30 al Palazzo dei Sette Toni Concina presenterà il libro “Italiani due volte. Dalle foibe all’esodo: una ferita aperta della storia italiana” di Dino Messina.

"Italiani due volte. Dalle foibe all’esodo: una ferita aperta della storia italiana" (Edizioni Solferino – Collana Saggi). Sono italiani due volte i trecentomila che in un lungo esodo durato oltre vent’anni dopo la seconda guerra mondiale lasciarono l’Istria, fiume e Zara. Erano nati italiani e scelsero di rimanere tali quando il trattato di pace del 10 febbraio 1947 assegnò quelle regioni alla Jugoslavia comunista del maresciallo Tito.

A rievocare una storia a lungo trascurata del nostro Novecento è un’inchiesta originale e serrata dove al racconto dei fatti Dino Messina accompagna le testimonianze inedite dei parenti delle vittime della violenza titina e di chi bambino lasciò la casa natale senza la speranza di potervi tornare. Un dramma nazionale in tre grandi atti: il primo, con l’irredentismo, la vittoria nella Grande guerra, il passaggio alla patria di regioni e città sotto il dominio asburgico. Seguiti dalla presa del potere fascista con le politiche anti-slave e la guerra accanto ai nazisti.

La seconda fase inizia con le ondate di violenza dei partigiani di Tito nell’autunno del 1943 e nella primavera del 1945. Trieste, Pola e i centri dell’Istria occidentale, Fiume e Zara, da province irredente divennero terre di conquista jugoslava. Al biennio di terrore e alla stagione delle foibe, seguirono altri anni di pressioni e paura.

Sino al terzo atto, dal 10 febbraio 1947, che segnò la più grande ondata dell’esodo. E successivamente un’altra massiccia partenza dalla zona assegnata alla Jugoslavia dopo il memorandum di Londra del 1954, che stabilì il ritorno di Trieste all’Italia. A migliaia di fuggitivi, dopo il terrore e lo sradicamento, toccò l’umiliazione dei campi profughi. Una pagina tragica della nostra storia che nel libro di Dino Messina trova una ricostruzione puntuale.