economia

Fiori e dolciumi, il business di San Valentino coinvolge oltre 3000 imprese

mercoledì 12 febbraio 2020
Fiori e dolciumi, il business di San Valentino coinvolge oltre 3000 imprese

Nel pieno della sua “portata” in questi giorni il business di San Valentino.  Sono oltre 3.000 le imprese della festa operanti in Umbria, in crescita di quasi 500 unità in un anno. Si tratta per lo più di ristoranti (in Umbria sono  2.350), fioristi e negozi di preziosi (rispettivamente 359 e 199).

Dunque dopo Carnevale, ecco che nelle tasche dei ternani e degli umbri a pesare c’è  anche San Valentino. E i ternani stando alla crescita del numero imprese legate ai festeggiamenti, sembrano rimanere fedeli al business dei cioccolatini, fiori  e cene a lume di candela.

In dettaglio delle 3.491 imprese legate ai festeggiamenti di San Valentino, 869 operano a Terni mentre 2.622 sono attive in provincia di Perugia. Se si considera l’andamento del numero delle imprese registrate, il trend di questi comparti commerciali non ha conosciuto flessioni, ma un incremento piuttosto interessante.

Negli ultimi dodici mesi, in particolare al terzo trimestre 2019 la variazione in positivo è piuttosto marcata passando le imprese legate al business di San Valentino dalle 710 del terzo trimestre 2018 alle 869 registrate un anno dopo.

Tra le oltre 800 imprese ternane attive nei settori interessati dalla festa degli innamorati, si contano complessivamente 577 ristoranti, 109 fioristi 54 negozi di preziosi, 79 negozi di torte, dolciumi, confetteria, pasticcerie e gelaterie e 50 attività di commercio al dettaglio di articoli da regalo, tra cui bigiotteria e  oggetti dell’artigianato.

“Da domani la nostra città si animerà con il secondo Festival Terre di San Valentino dove imprese enogastronomiche e dell’artigianato locale potranno far conoscere i loro prodotti con punti di esposizione e vendita che si snoderanno tra Piazza Tacito, Corso Tacito e p.zza Europa  - sottolinea il Segretario generale, Giuliana Piandoro".

“Con il progetto Terre di San Valentino stiamo cercando, insieme al Comune e alla Fondazione Carit, di legare strettamente il nome del Santo Patrono di Terni al territorio circostante per costruire una direttrice di sviluppo, quella turistica, che può dare risultati interessanti” conclude Piandoro.