cultura

Porte aperte all'Oratorio della Misericordia. Con "L'arte al costo di un caffè", quattro giorni di visite straordinarie.

martedì 27 agosto 2013
di Davide Pompei
Porte aperte all'Oratorio della Misericordia. Con "L'arte al costo di un caffè", quattro giorni di visite straordinarie.

Una riscoperta, per le numerose generazioni di orvietani che là dentro sono cresciute. Una gradita scoperta, per tutti coloro che dell'Oratorio della Misericordia finora non hanno potuto che limitarsi ad osservare la testa di San Giovanni Battista deposta su un vassoio scolpita sull'architrave esterno dell'ingresso, insieme all'iscrizione "Confraternitatis Misericordiae".

È con questo spirito che grazie all'iniziativa "L'arte al costo di un caffè" promossa dall'Ufficio beni culturali della Diocesi di Orvieto-Todi, d'intesa con parrocchia di Sant'Andrea, Confraternita della Misericordia, associazione 'Pietre Vive', Fondazione Cro e una ventina tra bar e ristoranti della città, l'oratorio di via della Misericordia II tornerà ad aprire le sue porte, così come era già avvenuto in via eccezionale nel 2011.

Quattro giorni di visite guidate, ogni trenta minuti - dalle 9 alle 12.30, dalle 15 alle 18.30 e nelle giornate di venerdì e sabato anche dalle 21 alle 22.30 - a partire da giovedì 29 agosto, ricorrenza di San Giovanni decollato, e fino a domenica 1 settembre. Da mercoledì 28 agosto, inoltre, troverà posto a palazzo Coelli in piazza Febei anche la Pala della Pietà, restaurata grazie alla parrocchia e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, dove rimarrà collocata e visibile per i prossimi cinque anni.

"Nei progetti però - ha anticipato don Luca Conticelli, presidente della Confraternita - c'è quello di poter riaprire anche gli altri due edifici adiacenti che compongono il complesso architettonico, ovvero la chiesa di Sant'Agnese e la chiesa di San Giovanni decollato". "Stiamo facendo un lavoro lento e invisibile con i ragazzi - ha aggiunto poi in qualità di direttore della pastorale giovanile - per valorizzare e conoscere la storia locale. Il rischio, infatti, è quello di perdere una generazione che non ha più cultura. È anche nostro il compito di tramandarla".

"La riapertura in via straordinaria dell'Oratorio - ha spiegato Giovanna Bandinu, coordinatrice dell'Ufficio diocesano beni culturali ecclesiastici e presidente dell'associazione 'Pietre Vive', ente preposto dal 2005 alla valorizzazione degli edifici di culto - arriva dopo un'accurata formazione dei volontari, documentatisi presso gli archivi diocesani e di Stato per ricostruirne la storia. L'idea è quella di avvicinare l'arte non solo ai turisti ma anche ai cittadini coinvolgendo nel progetto le attività commerciali".

Il tentativo di valorizzare l'esistente, recuperando i luoghi della memoria e predisponendo iniziative che migliorino e potenzino l'offerta turistica è stata sposata dai venti esercenti cittadini che hanno aderito e presso i quali prendendo un caffè sarà regalato il biglietto d'ingresso del valore simbolico di un'euro. Tra questi anche Nazzareno Montanucci, titolare dello storico caffè di Corso Cavour.

"Spero che questa iniziativa - ha confidato durante la presentazione - abbia un seguito. Nonostante Orvieto viva una crisi ormai decennale e senza prospettive, non si è ancora piegata al dilagante fenomeno del turismo di massa che non tiene conto del valore identitario dei luoghi persi nella memoria di tanti. Abbiamo ancora spazi e realtà che devono essere salvaguardate. La cittadinanza, nella sua totalità, è chiamata a farlo. Così come la politica è chiamata a predisporre iniziative per migliore l'offerta turistica e il rapporto dei concittadini con quei tesori che la città nasconde".

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