cronaca

Orvieto e l'Orvietana piangono Vittorio Michelangeli

venerdì 3 aprile 2020
di Roberto Pace
Orvieto e l'Orvietana piangono Vittorio Michelangeli

Se n’è andato in silenzio, lontano dalla città che sentiva sua, distante dal piccolo mondo di amici e dall’Orvietana che, dopo la famiglia, ha sempre avuto un posto d’onore nella sua vita quotidiana. Vittorio Michelangeli è volato in cielo causa un male cattivo, meno misterioso del virus, che aveva condizionato la sua vita nell’ultimo periodo, trascorso vicino alla moglie Liliana, ai due figli, Alessandro e Maria Giulia, ai nipoti.

Erano stati proprio Alessandro e Giulia a caldeggiare, qualche anno fa, il trasferimento dei genitori a Tarquinia, residenza di entrambi. Vittorio, per indole e amore verso i ragazzi non si era opposto. Aveva capito quanto fosse necessario, anche se, il suo cuore era rimasto a Orvieto. Dov’era nato, cresciuto con Mario Frustalupi e altri amici sul campo di Via Roma, già con i colori biancorossi impressi sulla pelle.

Poi il lavoro nelle imprese impegnate a costruire strutture che avrebbero cambiato il volto e le abitudini delle nostre zone, prima di trovare la sistemazione definitiva nell’ente ospedaliero. Alla ASL aveva relazioni con il pubblico e un indice di gradimento superiore alla media per il modo in cui sapeva gestire i contatti. Per Vittorio questo non era lavoro, soltanto la maniera per esternare un’infinità bontà.

Che l’ha sempre contraddistinto anche nella vita di tutti i giorni, con il volto sempre sorridente, le sue belle parole, senza mai dimenticare di portare il suo saluto a casa, per quelli che conosceva. Si arrabbiava soltanto la domenica, per i risultati avversi alla sua Orvietana, amata a tal punto da farne, quas,i una ragione di vita. Con l’immancabile borsa, zeppa di cartellini, contratti, come pure di conti, era solito far visita ai vari Presidenti, pronti ad ascoltare anche i suoi consigli, disinteressati ma, comunque, diretti a tener lucida l’immagine del club biancorosso.

Impeccabile nel ruolo di Segretario, custodiva gelosamente i trofei nella sede sociale, dov’era facile trovarlo tutte le sere, con la partita a biliardo insieme agli amici, prima di passare da Alvaro, in piazza del Popolo, a ritirare la pizza calda per Liliana e i ragazzi. La piazza era un altro dei punti d’incontro, per la chiacchierata con Fernando e Rosanna nella tabaccheria “Capretto” o ritrovarsi con Franco e Fernanda Gianlorenzi, amici da sempre, nel negozio di abbigliamento. Amici dimostratisi tali anche nell’ultimo periodo, con la rimpatriata a Vulci e le loro visite a Tarquinia.

In tempi, abbastanza recenti, Vittorio inviò una cartolina illustrata alle persone che, forse, giudicava più affini, zeppa di cordialità. Probabilmente, un rimprovero garbato, per le telefonate sempre più rare. Un mezzo semplice, oggi inusuale, ma con un significato d’amicizia che porteremo sempre nel cuore. Addio Vittorio riposa in pace.

Il saluto dell'Orvietana Calcio a Vittorio Michelangeli