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"Paesi Etruschi. Io, Lawrence e il 1927" al Museo Archeologico Nazionale

mercoledì 19 agosto 2026

Un viaggio nel tempo sulle tracce degli Etruschi, attraverso lo sguardo curioso e irriverente di D.H. Lawrence. Domenica 30 agosto, alle 17, il Museo Archeologico Nazionale di Orvieto, in Piazza Duomo, farà da cornice a "Paesi Etruschi. Io, Lawrence e il 1927", spettacolo  concepito come racconto teatrale, letto e recitato, della durata di circa 50 minuti di e con Giulio Valentini.

Un monologo che intreccia letteratura, archeologia, storia e teatro per riportare alla luce una civiltà lontana nel tempo, ma ancora capace di interrogare il presente. Al centro del racconto c'è il viaggio compiuto nel 1927 dallo scrittore inglese D.H. Lawrence, che attraversò diverse località dell'Italia centrale, tra le colline toscane e laziali, alla ricerca delle tracce della civiltà etrusca.

Necropoli, città antiche e tombe dipinte diventano così le tappe di un itinerario nel quale Lawrence non è soltanto un osservatore, ma quasi un viaggiatore capace di entrare in dialogo con il mondo che incontra. "E li trovò? Forse. O forse gli Etruschi trovarono lui", suggerisce l'autore, pronto a dare vita a un racconto popolato da dèi, eroi, donne libere, passioni e figure dell'aldilà.

Il monologo prende spunto dal libro “Etruscan Places” di Lawrence e ne rielabora suggestioni e atmosfere, alternando parti lette e recitate. I miti greci si intrecciano con quelli etruschi, in un universo nel quale Apollo non è più l'unico dio e la morte assume sembianze differenti, accompagnata dalla figura di Charun, il demone che secondo la tradizione etrusca guidava i defunti nell'aldilà.

Dietro lo spettacolo c'è un'approfondita ricerca bibliografica, finalizzata a ricostruire il contesto storico, culturale e politico nel quale Lawrence si mosse. Un'attenzione particolare è riservata al 1927, anno segnato dall'affermazione del fascismo in Italia, che permette al racconto di accostare alla storia antica anche riflessioni più vicine al nostro tempo, legate ai temi della libertà, della memoria e dell'identità.

La ricerca è stata affiancata da numerosi sopralluoghi nei siti archeologici etruschi, per arricchire la costruzione drammaturgica attraverso l'osservazione diretta e la documentazione visiva. Ne nasce un'esperienza pensata anche in chiave didattica, capace di trasformare la conoscenza del passato in un'avventura narrativa.

Tra ironia e leggerezza, lo spettacolo accompagna il pubblico lungo colline, necropoli e antiche città, seguendo le tracce di Lawrence e restituendo agli Etruschi una dimensione viva, fatta non soltanto di reperti e testimonianze archeologiche, ma anche di storie, passioni e interrogativi.

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