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"Nutrire l'anima e la terra", Orvieto rende omaggio al pensiero visionario di Carlo Petrini

martedì 28 luglio 2026

Con le sue idee è riuscito a cambiare il modo di guardare il mondo. Fondatore di Slow Food, Carlo Petrini ha insegnato che il cibo non è soltanto nutrimento, ma cultura, identità, giustizia, tutela dell'ambiente e rispetto per chi lavora la terra. Un uomo innovativo e profondamente visionario, capace di trasformare un'intuizione in un movimento internazionale che ancora oggi continua a ispirare milioni di persone. A un paio di mesi dalla sua scomparsa, il suo ricordo assume i toni di un confronto che attraverserà i grandi temi al centro della riflessione: il rapporto tra uomo e natura, la sostenibilità, la biodiversità, il senso della comunità e la necessità di costruire un futuro più equo.

Così venerdì 31 luglio, alle 19.30, sulla terrazza del Palazzo del Vino e dei Prodotti della Terra di Orvieto, a Carlìn e al suo pensiero umanistico sarà dedicato l’incontro dal titolo "Nutrire l'anima e la terra", inserito nel programma di "Sinapsi", l'appendice dell’ottava edizione di "ONE – Orvieto Notti d'Estate", promossa dall'associazione culturale Cantiere Orvieto in collaborazione con il Comune di e il Gal Trasimeno-Orvietano. A dialogare sul valore della sua eredità culturale saranno Stefano Cimicchi, già sindaco di Orvieto, Carlo Bogliotti, amministratore delegato di Slow Food Editore, Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia, Alessandra Cannistrà, presidente di Slow Food Umbria, e Alessandro Lattuada, presidente di Slow Food Orvieto.

Per Orvieto, quello con Carlo Petrini è un legame profondo, fatto di incontri, idee condivise e momenti che hanno segnato la storia della città e di Slow Food, indirizzando scelte importanti di una generazione di soci che oggi sono pronti a passare il testimone ai giovani attivisti che vorranno continuare a coltivare “un’altra idea di mondo”. Nel 1997, infatti, la città sulla Rupe ospitò il primo Congresso Mondiale di Slow Food in Europa, un evento destinato a lasciare un segno nella crescita del movimento.

Fu proprio in quell'occasione che prese forma il progetto della "Passeggiata con Gusto", un format allora rivoluzionario che univa il piacere del camminare alla scoperta del territorio e delle sue eccellenze, oggi diventato un modello replicato in tanti luoghi d'Italia. Negli anni Carlìn ha continuato a tornare a Orvieto, mantenendo vivo un rapporto di stima e affetto con la città. Tra i ricordi più intensi resta l'incontro del 2014 per la rassegna "Il Libro Parlante", quando dialogò con l'amico Luis Sepúlveda attorno al libro Un'idea di felicità.

Un confronto ricco di umanità e profondità, capace di andare ben oltre le pagine del volume per parlare di libertà, dignità, ambiente e futuro. Ritrovare il pensiero di un uomo che ha saputo indicare una strada nuova, ricordando che prendersi cura della terra significa, prima di tutto, prendersi cura delle persone, sarà anche un modo per rinnovare quel legame speciale che unisce la città a questa figura, una storia fatta di idee che hanno lasciato un'impronta destinata a durare nel tempo.

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