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"Le donazioni agli Archivi di Lugnano in Teverina. Conservazione, valorizzazione, fruizione"

giovedì 16 luglio 2026

Il Comune di Lugnano in Teverina ha intrapreso un percorso di valorizzazione del proprio territorio, nel contesto più esteso del comprensorio amerino. Attraverso le sinergie in corso di definizione con le Università di Roma “Sapienza” e “Roma Tre”, con il partenariato dell’Associazione “Fabbrica dei Saperi” già attiva nel contesto cittadino, si sta elaborando un progetto con il quale s’intende valorizzare il patrimonio materiale e immateriale del territorio promuovendo la fruizione delle risorse culturali e ambientali, rafforzando le potenziali reti locali formate dai comuni dell’Amerino e confinanti. 

Il fine è incentivare forme innovative di fruizione culturale del territorio, fortemente connotato da qualità ambientale e valore storico, come certifica l’iscrizione di Lugnano in Teverina nell’Associazione "I Borghi più belli d’Italia. Primo passo di assoluta rilevanza nella prospettiva indicata è la recente acquisizione al patrimonio comunale, per donazione, di due consistenti ed inediti archivi scientifici in argomento di documentazione storico-tecnica circa i restauri su architetture e manufatti artistici antichi medioevali e moderni siti in Italia e all’estero.

I due archivi si candidano a comporre, unitamente all’archivio storico municipale che conserva manoscritti dal XVI secolo di rilevanza storica e tecnica, alle presenze museali comunali e ai siti archeologici, un polo culturale e informativo di particolare interesse per la conoscenza storico-archivistica e la formazione nelle discipline del restauro artistico e architettonico, vocato a sostenere una prospettiva di sviluppo locale e di incremento delle opportunità occupazionali nel medio e lungo periodo. Sabato 18 luglio, alle 10, nella Sala Consiliare di Palazzo Pennone, saranno presentati i due archivi donati al Comune di Lugnano in Teverina per tramite dell’Associazione Culturale “La Fabbrica dei Saperi” che ha sede in Lugnano.

Si tratta degli archivi scientifici dei professori Costantino Meucci (già chimico docente I.C.R, libero professionista e consulente UNESCO) e Corrado Gratziu, (già Professore emerito dell’Università di Pisa - Dipartimento di Scienze della Terra). Il repertorio archivistico consta in particolare di campioni fisici di materiale lapideo, dipinti murali, ceramiche e altro, estratti da monumenti italiani ed esteri prelevati per consentire lo studio delle superfici (livelli di degrado, patine, patinature, resti di pittura etc.).

Ai campioni sono associati i documenti di archivio (descrizioni, analisi, relazioni) e un supporto documentale fatto di diapositive e foto digitali.
Tali campioni provengono da monumenti, e a titolo esemplificativo e non esaustivo, essi riguardano: metope del Partenone; lastre del Mausoleo Alicarnasso; prelievi dall’Arco di Costantino, e Colonna Traiana di Roma; dai Templi Segesta; dagli affreschi del Camposanto Pisa; da quadri della Tribuna del Duomo Pisa; da affreschi della chiesa di San Piero a Grado; da esemplari di pittura romana in Pompei, di pittura egiziana da vari siti; da materiali vari da diversi siti Unesco: siriani, indonesiani (sito di Borobudur) nepalesi (Lumbini) etc.

Questo materiale fisico risulta di alto valore culturale e scientifico e si candida a sostanziare le previste attività di formazione di una struttura di didattica tecnica on job concepita in sodalizio con gli Ordini professionali, le Università, le Imprese e le Istituzioni attive nell’ambito della conservazione programmata e del restauro del patrimonio. La struttura formativa specialistica sarà destinata a creare abilità operative e capacità storico-critiche negli operatori della filiera decisionale (architetti, archeologi, restauratori, ingegneri) e nelle maestranze del cantiere di restauro.

L’obiettivo è quello di formare attraverso la frequentazione guidata del cantiere, professionalità abili nella conoscenza delle tecniche della tradizione, da riconoscere in occasione della diagnostica dei manufatti e da ottimizzare e attualizzare consapevolmente nel progetto e nel cantiere del restauro. Si tratta di figure competenti nella prassi progettuale ed esecutiva orientata all’integrazione del fare del restauratore con il sapere della maestranza edile, in una visione attenta alla sostenibilità economica (pratiche labour intensive di pertinenza della PMI locale) e ambientale (uso di materiali naturali riutilizzabili e riproducibili in natura) nonché della compatibilità storica e filologica dell’intervento di restauro.

Dagli archivi e dalla loro conservazione, valorizzazione e fruizione dovrebbe partire quindi questo viaggio che ha obiettivi molto ampi da perseguirsi nel tempo con perseveranza. Per questo fine abbiamo ipotizzato un primo indice di lavoro e interventi che vorremmo condividere con la vostra istituzione al fine di creare sinergie e collaborazioni fattive per il futuro.

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