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"Suoni in Cripta 2026" con il Coro Marco Taschler tra misteri architettonici e armonie sacre

martedì 19 maggio 2026

Domenica 24 maggio, a partire dalle 18, nell'ambito della rassegna "Suoni in Cupita", la Basilica Concattedrale del Santo Sepolcro di Acquapendente si trasformerà nel palcoscenico di un evento unico che fonde storia, architettura e grande musica polifonica. Non un semplice concerto, ma un’esperienza immersiva nel cuore sotterraneo della città. Il pomeriggio sarà introdotto dall’architetto Renzo Chiovelli, storico di fama e profondo conoscitore del territorio, che condurrà il pubblico alla scoperta della Cripta della Basilica, svelando i "misteri architettonici" custoditi in questo luogo millenario, una delle testimonianze più significative dell’arte romanica e meta fondamentale lungo la Via Francigena, celebre per custodire il sacello che riproduce il Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Protagonista della parte musicale sarà il Coro Polifonico Marco Taschler, realtà romana d'eccellenza fondata nel 1995. Sotto la direzione del Maestro Cesare del Prato, il coro ha saputo conciliare una carriera internazionale (con oltre 800 concerti all’attivo e apparizioni nel cinema d’autore, come in “Caterina va in città” di Paolo Virzì) con una profonda missione di inclusione sociale. Il repertorio scelto per la serata riflette l'eclettismo e la sensibilità del Maestro del Prato, che siederà anche al pianoforte.

Il programma si snoderà attraverso secoli di bellezza. Si inizierà con la purezza del Rinascimento italiano di Palestrina, Arcadelt e Azzaiolo, per poi toccare le vette celestiali di Mozart con l'Ave Verum Corpus e virare verso atmosfere più contemporanee con le melodie di Ennio Morricone (Gabriel’s Oboe) e i classici americani di Rogers & Harts. Grande attesa per l’esecuzione della suite “L’arco e il Ponte” (2026), opera composta dallo stesso Cesare del Prato.

I brani (intitolati Fedora, Isidora, Pentesilea, Melania, Ersilia) promettono di creare un dialogo sonoro affascinante con le geometrie della cripta. Pianista, compositore e direttore formatosi tra Roma e Vienna, il Maestro Cesare del Prato è il motore instancabile di questa formazione. La sua capacità di fondere rigore classico, improvvisazione jazz e minimalismo rende ogni esecuzione del Coro Taschler un evento irripetibile, capace di "far sentire" oltre che di far ascoltare.

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