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"I frutti della memoria". A Villa Paolina il FAI incontra Isabella Dalla Ragione

lunedì 11 maggio 2026

Lega memoria, paesaggio e futuro l'incontro "I frutti della memoria. Vecchie varietà locali di fruttiferi tra scienza, paesaggio e arte", in programma sabato 16 maggio alle 16.30 a Villa Paolina, Porano, quartier generale dell’Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri (Iret-Cnr), dove tra ricercatori, tecnologi, assegnisti, dottorandi e associati si occupano di studiare, proteggere e valorizzare le risorse naturali e la biodiversità del territorio, nella prospettiva di un loro uso sostenibile anche in relazione alla bioeconomia e a una prospettiva di economia circolare.

Esempio di architettura storica del verde, la struttura di proprietà della Provincia di Terni ospita uno splendido giardino all’italiana oltre ad opere architettoniche e alberi maestosi ed è emblema della valorizzazione del territorio e delle attività di ricerca in ambito di sostenibilità. Facile comprendere, dunque, perché la Delegazione FAI Orvieto l’abbia scelta come location per l’iniziativa promossa in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità 2026.

Al centro, la voce autorevole e appassionata di Isabella Dalla Ragione, agronoma e ricercatrice che da anni dedica il proprio lavoro alla salvaguardia delle antiche varietà di fruttiferi. Il suo percorso, intrecciato tra ricerca scientifica e sensibilità culturale, racconta una storia fatta di recupero, cura e visione. Dalla collaborazione con università e istituzioni italiane fino ai progetti internazionali, dalla Russia al Medio Oriente, il suo impegno ha contribuito a restituire dignità e futuro a patrimoni vegetali spesso dimenticati. Parlare di antiche varietà significa interrogarsi sul rapporto con la terra e con il tempo.

Quei frutti “minori”, spesso esclusi dai circuiti produttivi industriali, custodiscono, infatti, una ricchezza genetica preziosa, capace di offrire risposte concrete alle sfide contemporanee: cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, impoverimento dei suoli. Il lavoro di Dalla Ragione, portato avanti anche attraverso la Fondazione Archeologia Arborea, dimostra che conservare non è un gesto statico, ma un atto dinamico e creativo di resistenza culturale.

Lo stesso restauro di giardini storici è un’operazione culturale che consente di riportare in vita paesaggi agricoli, pratiche tradizionali e identità locali. In questo scenario, il Fondo Ambiente Italiano è sempre più attore nella difesa della biodiversità come valore culturale e promuovendo occasioni di incontro e approfondimento come questo, invita a riconoscere che anche un frutteto antico è patrimonio e che la diversità biologica è parte integrante della storia collettiva.

L’ingresso è libero, fino ad esaurimento posti.

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