Conferenza su "La trama della bellezza. Le arti suntuarie nei capolavori orvietani"

Dipinte o scolpite, le immagini delle figure umane sembrano immobili. Eppure parlano. Nei loro abiti, nei ricami, nei gioielli in oro e nei copricapi in velluto si nasconde un linguaggio complesso fatto di segni d’identità, rango e fede. Ogni piega di tessuto diventa indizio, ogni ornamento una dichiarazione. Attraverso uno sguardo che intreccia storia dell’arte e cultura materiale – come un filo invisibile che attraversa i secoli e lega stoffe e fogge a racconti e promesse di guardare l’arte con la consapevolezza di ciò che si cela dietro ogni dettaglio – la nuova conferenza promossa dall’Istituto Storico Artistico Orvietano conduce dentro questa affascinante narrazione fatta di simboli e materia, estetica e sostanza.
"La trama della bellezza. Le arti suntuarie nei capolavori orvietani come specchio del potere, della spiritualità e della conoscenza" – questo il titolo dell’incontro, calendarizzato nell’ambito de "I Venerdì dell'Isao" per venerdì 10 aprile alle 17.30 all’Auditorium "Gioacchino Messina" di Palazzo Coelli, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto – chiama in cattedra Elisabetta Gnignera, storica vestimentaria e docente Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica che ha trasformato la sua esperienza in una ricerca rigorosa e appassionata, fino ad essere considerata una delle voci internazionali più autorevoli nel campo della storia dell’abbigliamento.
Ad Orvieto propone un percorso di analisi e riflessione sugli elementi suntuari raffigurati nei capolavori conservati nei musei e nelle chiese della città. Un excursus che si snoda dal XIII al XVII secolo. Grazie a un approccio interdisciplinare che lega l'arte alla cultura materiale, l’incontro indaga la rappresentazione, talvolta concreta, altre volte simbolica, di abbigliamento ed elementi suntuari quali segni identitari, emblematici e di valenza sociale. Le opere di artisti quali Lorenzo Maitani, Ugolino di Prete Ilario, Luca Signorelli e di altri maestri emblematici della temperie artistica dell'Italia Centrale vengono lette anche come pagine di una civiltà che si racconta attraverso ciò che indossa.
È così che la trama diventa viva testimonianza della complessa cultura visiva e artigianale che si evolve tra Medioevo e Barocco. Nell’incontro tra immagini e documenti, tra arte e fonti storiche, emerge un mondo fatto di artigiani, saperi tecnici, committenze e devozioni. Un mondo in cui la magnificenza riflette il potere, interpreta la spiritualità e custodisce la conoscenza. L'analisi vestimentaria di opere d'arte e manufatti in dialogo con le fonti documentarie consente di rivelare come e quanto la bellezza possa farsi specchio del potere ma anche della sapienza tecnica di maestranze artigiane che non cessano di avvolgere nella meraviglia di uno splendore senza tempo.
Elisabetta Gnignera è diplomata all’Accademia Internazionale d’Alta Moda e d’Arte del Costume Koefia di Roma e laureata in Scienze Umanistiche presso l’Università degli Studi della Tuscia. Ha svolto la professione di fashion product manager nella moda per marchi internazionali dal 1997 al 2012. Pubblicando “I soperchi ornamenti. Copricapi e acconciature femminili nell’Italia del Quattrocento” (Protagon Editori Toscani, 2010) si attestata come una delle massime specialiste italiane dell'abbigliamento rinascimentale italiano dopo aver studiato e ricostruito le vesti raffigurate nel ritratto di giovane donna scoperto dall’ingegnere francese Pascal Cotte sotto la superficie pittorica della Gioconda di Leonardo da Vinci al Louvre. Ha all’attivo sette volumi e numerosi saggi in riviste e cataloghi d’arte, nonché conferenze tematiche sulla storia dell’abbigliamento e della moda.
Contestualmente si dedica all’insegnamento con docenze, coordinamento e supervisione di eventi e seminari formativi per privati e istituzioni. Tra le collaborazioni accademiche: Accademia di Belle Arti di Firenze, Accademia di Belle Arti “Lorenzo da Viterbo”, Accademia Senese degli Intronati, Alma Mater Studiorum-Università di Bologna (Campus di Ravenna), Dipartimento di Beni Culturali, Archivio di Stato di Siena, Authentication in Art Foundation - Aia, The Louwman Museum, The Hague, Consiglio Regionale delle Marche, Museo Civico Archeologico di Ferrara, Fondazione Marco Besso, Museo Francescano di Roma, National Gallery of Victoria - Melbourne; Rea Academy – Roma, Società per gli Studi Storici, Archeologici ed Artistici per la Provincia di Cuneo, The Washington St.Louis University Florence Campus, Università degli Studi della Tuscia, La Sapienza.
L'ingresso è libero.
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