"Chi ha bruciato la Cavallerizza?". Alla Libreria Sovrappensieri l'incontro con l'autore che ne racconta i cinque anni di occupazione

Lunedì 30 marzo alle 18, alla Libreria Sovrappensieri di Ciconia (Fanello), ci sarà la "presentagitazione" del libro "Chi ha bruciato la Cavallerizza?" dello scrittore belga Oscar Briou, pubblicato per Mincione edizioni.Il romanzo racconta l’occupazione della Cavallerizza Reale di Torino, avvenuta fra il maggio 2014 e l’ottobre 2019, da parte di un gruppo di cittadini che si opponevano alla privatizzazione di questo bene comune, patrimonio Unesco di 30.000 metri quadri in pieno centro.
La Cavallerizza era un luogo destinato agli esercizi e agli spettacoli equestri di corte e fu realizzata tra il 1740 e il 1742 dal Primo Architetto Regio Benedetto Alfieri (1699-1767). Il collettivo “Assemblea Cavallerizza 14:45” attraverso assemblee cittadine, dibattiti, iniziative culturali teatrali, musicali, artistiche e ospitando eventi, ha restituito nuova vita per circa 6 anni allo storico edificio, valorizzandone la funzione collettiva e sociale e divenendo uno degli esempi più importanti di riappropriazione dei beni pubblici, in opposizione al processo di privatizzazioni.
Il racconto si svolge attraverso La voce narrante di un “Belga con una pattumiera in fondo al cervello”, auto raffigurazione dell’autore, in cui ci sono i desideri rifiutati dall’ambiente che lo circonda. Un giovane erasmus del sud di Bruxelles che supera i propri pregiudizi per incontrare l’altro. Più impara la lingua, più scopre le dinamiche sociali del Bel Paese delle contraddizioni. Per via di un crollo economico famigliare, scappa dalla Scuola Holden, “regno del radical-chicchismo”, e va a vivere dentro la Cavallerizza, una “pattumiera del Settecento”, con centoquaranta altri personaggi: il “coro dei Rifiutati dell’Italia”. Però, “il sistema della Pasta al Calcio” minaccia la fragile alternativa.
Un racconto di vite che si incontrano, si intrecciano, si contraddicono e rinascono in una collettività partecipe della propria esistenza e, per questo, viva e pulsante. Da non perdere, con un filo di malinconia.
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