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In scena "Il Sen(n)o" con Lucia Mascino. Il corpo sotto processo tra tabù, identità e presente digitale

mercoledì 11 febbraio 2026
di D.P.

Provocatorio e necessario. Non accarezza il pubblico, ma lo chiama in causa senza sconti. Non offre risposte facili, ma invita a guardare, pensare e scegliere lo spettacolo "Il Sen(n)o" di Monica Dolan, inserito nella Stagione di Prosa 2025/2026 organizzata dal Teatro Stabile dell'Umbria in collaborazione con l'Amministrazione Comunale, che venerdì 13 febbraio alle 21 chiama sul palco del Teatro Mengoni di Magione una magnetica Lucia Mascino.

Tutto parte da una domanda solo in apparenza semplice, ma capace di aprire voragini: il seno è qualcosa di osceno o è semplicemente ciò che è? Da qui prende forma un monologo teso e incalzante, in cui una psicoterapeuta è chiamata a valutare un gesto mai compiuto prima. Al centro della scena, una madre che prende una decisione sul corpo della figlia e, così facendo, innesca una reazione a catena fatta di giudizi, paure e derive fuori controllo.

"Il Sen(n)o" è teatro che brucia, volutamente sfidante, e affonda le mani in uno dei nervi più scoperti della contemporaneità: l’impatto devastante della sessualizzazione precoce e della pornografia nell’era di Internet. Un tema scomodo, affrontato senza retorica, che mette a nudo le contraddizioni di una società sempre più modellata dal marketing e sempre meno dalla realtà. Mascino, attrice pluripremiata e dalla carriera trasversale tra teatro, cinema e televisione, racconta così l’urgenza di questo lavoro:

"Quando ho letto il testo un anno fa, ho pensato che fosse urgente portarlo in scena. Abbiamo impiegato un anno con Serena per addentrarci in una materia così toccante, complessa e piena di riverberi come la manipolazione continua della nostra identità che viviamo, immersi come siamo, in modelli di marketing più che in situazioni reali. Una manipolazione che diventa ancora più violenta e fuori controllo nell’infanzia e nell’adolescenza".

A farle eco è la regista, Serena Sinigaglia, che ribadisce la sua idea di teatro come strumento di chiarezza e responsabilità. "Cerco testi che sappiano cogliere le questioni più urgenti della contemporaneità. ‘Il Sen(n)o’ apre uno squarcio, mai retorico, mai scontato, nelle contraddizioni profonde della nostra società. Il teatro per me è questo: un testo urgente, un’attrice straordinaria e un pubblico desideroso di guardare la realtà con limpidezza".

Per ulteriori informazioni:
Botteghino Telefonico Regionale TSU: 075.57542222 (tutti i giorni feriali dalle 17 alle 20)
Vendita online: www.teatrostabile.umbria.it 

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