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Al Mancinelli tutta l'attualità di "Otello" con Giorgio Pasotti e Giacomo Giorgio

venerdì 9 gennaio 2026
di Davide Pompei

"E tu…come sei pallida! E stanca, e muta, e bella, pia creatura nata sotto maligna stella. Fredda come la casta tua vita… e in cielo assorta. Desdemona! Desdemona!…Ah…morta! Morta! Morta!…" e poi "Otello fu". Qui finisce la storia di Desdemona e Otello. Lei lo aveva sposato per amore, contro i cliché dell’epoca. Lui, lo straniero, il moro, lo aveva voluto reclamando libertà di scelta e autonomia, lottando con il padre perché lo accettasse. Lui, incapace di gestire le emozioni, capitano coraggioso e leale, ma marito insicuro e geloso. Lei, troppo bella e troppo ingenua, troppo sicura del suo amore e dell'amore di lui. Lui la uccide e poi mette fine alla sua stessa vita, per gelosia e per possesso, come i lui di oggi e come i lui di domani, se non si educano le nuove generazioni.

Ed è qui l’urgenza dello spettacolo, la sua capacità di parlare alle coscienze, di insegnare attraverso la morale, di mostrare senza mediazioni tecnologiche il dolore e lo sgomento per le vite non rispettate con un racconto che scava nelle fragilità umane e nelle contraddizioni più profonde dell’animo, restituendo domande scomode e dolorosamente attuali. È così da oltre cinque secoli. Da quando, cioè, William Shakespeare firmò uno dei suoi più indiscussi capolavori, "Otello", che continua a parlare con una forza che non conosce tempo. Una nuova ed intensa versione – diretta da Giorgio Pasotti, con la drammaturgia originale di Dacia Maraini e l’adattamento scenico di Antonio Prisco – del grande classico andrà in scena domenica 11 gennaio alle 18 al Teatro Mancinelli di Orvieto.

Il primo spettacolo del nuovo anno degli undici in abbonamento della Stagione di Prosa "In luce", direzione artistica Pino Strabioli, è un viaggio emotivo potente, capace di intrecciare la parola shakespeariana con una sensibilità profondamente contemporanea. Al centro, ovviamente, resta il protagonista Otello, interpretato da Giacomo Giorgio, volto molto amato dal pubblico grazie alla serie "Mare Fuori". Il suo è un personaggio lacerato, sospeso tra il prestigio pubblico e una vulnerabilità privata che diventa terreno fertile per il dubbio e la distruzione. Al suo fianco, lo stesso Pasotti veste i panni di uno Jago inquietante e lucido, incarnazione di una perfidia silenziosa che manipola, avvelena e conduce alla tragedia. Ma questa è anche la storia di Desdemona (Claudia Tosoni), donna libera e coraggiosa.

Travolta da una violenza che nasce dall’amore e si trasforma in possesso, sospetto, annientamento. Una figura che, in questa messa in scena, assume un valore ancora più forte e necessario, parlando direttamente alle coscienze di oggi. La regia sceglie di non allontanare il pubblico con una lettura museale del testo, ma di avvicinarlo, mettendolo di fronte a temi urgenti: la gelosia che acceca, il pregiudizio verso lo straniero, l’oppressione della libertà femminile, la manipolazione psicologica come strumento di potere. È un Otello che non consola, ma interroga, che non lascia indifferenti e che chiede allo spettatore di riconoscersi, anche con disagio, nelle pieghe più oscure.

Un appuntamento che non è solo spettacolo, ma esperienza emotiva e civile, capace di ricordare perché Shakespeare, ancora oggi, continua a parlare così da vicino e il teatro torna ad essere spazio di ascolto, empatia e riflessione collettiva. Sul palco per Teatro Stabile d’Abruzzo, Marche Teatro e Stefano Francioni Produzioni in collaborazione con Teatro Maria Caniglia, anche Gerardo Maffei, Diego Migeni, Salvatore Rancatore, Andrea Papale e Dalia Aly. Musiche originali di Patrizio Maria D’Artista. Scene di Giovanni Cunsolo. Immagini di Thierry Lechanteur. Costumi di Sabrina Beretta. Disegno luci di Marco Palmieri. Gli ultimi biglietti sono in vendita on line sul sito www.ticketitalia.com e alla Biglietteria del Teatro dalle 10.30 alle 13 e dalle 16 alle 18.30. 

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