economia

Le proposte di Cisl Umbria all'Osservatorio su salute e sicurezza

venerdì 6 novembre 2026

Aperto venerdì 6 novembre alla Prefettura di Perugia l'Osservatorio provinciale sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nel corso del quale sono state invocate azioni concrete e non un altro tavolo di confronto. Alla riunione hanno preso parte il prefetto Paolo Caneparo e il suo staff,  le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl, insieme alle principali associazioni datoriali e di categoria, tra cui Confindustria, Confapi, CNA, Confartigianato e le altre rappresentanze del mondo produttivo.

Un elemento è emerso con particolare chiarezza e condivisione da parte di tutti i presenti: l'Osservatorio non dovrà trasformarsi nell'ennesimo luogo di confronto nel quale si analizzano i problemi senza riuscire a produrre risposte concrete. La gravità del fenomeno degli infortuni, troppo spesso anche mortali, impone un cambio di passo, con strumenti efficaci, obiettivi verificabili e azioni realmente attuabili. La Cisl, intervenuta per prima nel corso della riunione, ha sottolineato come il territorio disponga già di accordi, intese e protocolli in materia di salute e sicurezza, che rappresentano una base importante dalla quale ripartire.

"Questi strumenti - ha ribadito - devono però essere aggiornati nei contenuti, adeguati alle trasformazioni del mondo del lavoro e, soprattutto, tradotti in pratica". Nel suo intervento la Csl ha individuato alcune direttrici fondamentali sulle quali costruire il lavoro dell'Osservatorio. Prima di tutto la  partecipazione dei lavoratori.

"La sicurezza non può essere considerata una materia esclusivamente tecnica o delegata ai soli soggetti preposti. I lavoratori devono essere coinvolti e partecipare alle decisioni che riguardano l'organizzazione del lavoro, perché è proprio nell'organizzazione che spesso si determinano le condizioni di rischio. La partecipazione è uno strumento fondamentale di prevenzione" ha sottolineato il segretario regionale Giuliano Bicchieraro.

Quindi, il coinvolgimento di tutti i soggetti della prevenzione. Per la Cisl “è necessario rafforzare il dialogo e la collaborazione tra istituzioni, imprese, organizzazioni sindacali, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e tutti i soggetti che, a diverso titolo, hanno responsabilità e competenze nella prevenzione".

Terzo aspetto: la formazione direttamente nei luoghi di lavoro. Secondo la Cisl Umbria, occorre superare una formazione troppo spesso limitata alle aule. "Servono più presenza, più attività formative e più verifiche direttamente nei luoghi di lavoro, attraverso esperienze concrete e momenti di confronto con chi quotidianamente opera nei contesti produttivi. In questa direzione diventa fondamentale anche la rilevazione e l'analisi costante dei cosiddetti near miss, i mancati infortuni, per individuare preventivamente situazioni di pericolo e correggere comportamenti e procedure".

Per il sindacato, inoltre, bisogna mettere la tecnologia al servizio della sicurezza. “L'innovazione tecnologica - ha detto Bicchieraro - deve diventare un'alleata della prevenzione. Può contribuire a ridurre la fatica fisica dei lavoratori, migliorare le condizioni operative e mantenere elevata la percezione del rischio. Occorre utilizzare le nuove tecnologie anche per compensare quei momenti di inevitabile calo dell'attenzione che possono verificarsi durante lo svolgimento delle attività lavorative".

Non meno importante, l’educazione alla sicurezza nelle scuole. "È necessario - ha sottolineato - creare le condizioni affinché la cultura della salute e della sicurezza entri stabilmente nei percorsi scolastici. Non attraverso un'eccessiva scolasticizzazione della materia, ma privilegiando un approccio laboratoriale, esperienziale e partecipativo, capace di coinvolgere maggiormente gli studenti e renderli consapevoli dei rischi e del valore della prevenzione".

 

La riunione si è conclusa con l'impegno della Prefettura a predisporre un primo documento di sintesi dei contributi emersi, che dovrà rappresentare la base per arrivare alla definizione di un vero e proprio Protocollo operativo provinciale sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

Per la CISL, la nascita dell'Osservatorio rappresenta un'opportunità importante, a condizione che sappia tradurre il confronto in responsabilità condivise, impegni precisi e interventi misurabili.

 

“La sicurezza- conclude Bicchieraro - non può essere soltanto dichiarata, deve essere praticata ogni giorno. Non possiamo limitarci a contare gli infortuni e piangere le vittime: dobbiamo costruire le condizioni affinché quegli infortuni non accadano e quelle vite non vengano spezzate”

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