economia

La Cgil amplia la Segreteria per affrontare vertenza territoriale e crisi locali

lunedì 7 settembre 2026

Visti il persistere dello stato di difficoltà economico-sociale in cui da tempo versa il nostro territorio e la necessità di affrontare le troppe crisi nei diversi settori, con i lavoratori in balia di slogan e promesse senza seguito”, l’Assemblea generale della Cgil di Terni, riunitasi venerdì 4 settembre alla presenza della segretaria generale della Cgil Umbria, Maria Rita Paggio, ha deciso, tra le altre cose, l’allargamento della segreteria provinciale. Ad affiancare il segretario generale Claudio Cipolla e i segretari provinciali Alessandro Roscini e Barbara Silvestrini saranno così Federica Burgo (già segretaria della Flc Cgil Terni) e Alessandro Rampiconi (già segretario generale della Fiom Cgil Terni).

“All’inizio di quest’anno – ha ricordato l’Assemblea generale della Cgil ternana – abbiamo lanciato l’allarme sullo stato di crisi e avviato un percorso di confronto con le forze politiche, datoriali e associative del territorio, per trasferire loro le nostre preoccupazioni e proposte, chiedendo un deciso impegno politico per affrontare tali criticità, a partire del mondo del lavoro. È necessario insistere e proseguire su questo percorso per dare forza e concretezza a una vera e propria vertenza ternana che rimetta al centro la strategicità e la specificità di questo territorio, sempre più in difficoltà, per uscire da questa evidente recessione. Rilanciamo le nostre proposte, anche provando a mettere al centro del dibattito cittadino priorità dirimenti come quelle della quantità e qualità del lavoro, delle politiche dei redditi e fiscali per aumentare il potere di acquisto e degli investimenti in welfare e servizi per migliorare complessivamente la qualità della vita dei cittadini”.

L’Assemblea generale ha anche affrontato i temi socio sanitari assistenziali, in particolar modo la questione dell’edilizia sanitaria, per cui la Cgil Terni ha ribadito la necessità di: “Ridefinire la mission dell’ospedale di Orvieto; accelerare la costruzione dell’ospedale di Narni-Amelia (nosocomio che deve operare in modo complementare e integrato all’Azienda ospedaliera di Terni); pianificare l’intervento sull’ospedale di Terni. Quest’ultimo, infatti, ha bisogno di una nuova struttura rispondente agli attuali bisogni di cura della comunità ternana e capace di continuare a essere polo attrattivo per le regioni limitrofe, garantendone il profilo di alta specialità. Va presa in seria considerazione la possibilità di un intervento di riqualificazione, attraverso un progetto più complessivo di rigenerazione urbana che innovi e migliori non solo l’ospedale, ma l’insieme dei servizi che orbitano su quel quartiere”.

L’assemblea ha anche affrontato questioni di carattere più generale, a partire dall’idea di un nuovo modello di sviluppo in grado di incidere concretamente sulle condizioni di vita e di lavoro delle persone, “che comprenda sanità, istruzione, welfare, commercio, terziario e industria, secondo gli obiettivi dell’Agenda europea 2030”. Si è parlato anche di transizione ambientale, energetica, sociale e tecnologica.

“Serve – ha concluso l’assemblea della Cgil Terni – un cambio radicale di politiche territoriali, regionali e nazionali per combattere quanto determinatosi fino a oggi, a partire dall’aumento crescente delle disuguaglianze. Riprendere l’idea, per noi mai tramontata, della strategicità del nostro territorio nell’Italia di mezzo rappresenta la chiave per rilanciare un protagonismo essenziale per uscire dalla recessione in corso. Non rinunciando alla nostra azione di rappresentanza, “non escludiamo di calendarizzare azioni più incisive che abbiano l’obiettivo di chiedere risposte decise e concrete, capaci di invertire la situazione e rispondere ai reali problemi delle persone che rappresentiamo”.

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