economia

PrometeOrvieto: "Vendita CRO e la sindrome orvietana dello struzzo"

mercoledì 3 giugno 2026

"Un atroce dubbio ci assale: perché Orvieto ama mettere la testa sotto la sabbia quando nel dibattito pubblico entrano in causa soggetti che detengono un minimo di potere? Ammettiamo la nostra ingenuità: avevamo addirittura pensato che la nefasta vicenda delle azioni della Banca Popolare di Bari ci avesse insegnato qualcosa. Tra cittadini e Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto sono andati in fumo circa 150 milioni di euro e, salvo noi, tutti hanno negato sino all’ultimo che ci fossero dei problemi. Oggi, un buon numero di cittadini ha reagito portando la banca in tribunale e sta riavendo i propri soldi, mentre altri piangono in silenzio.

L’opera di risanamento del Medio Credito Centrale su CRO ha nel frattempo prodotto i suoi frutti ed oggi la banca locale è sul mercato, pronta per essere acquistata da Istituti interessati. Il problema è che si sta consumando un film che non convince neanche un po’: è passato un anno e mezzo dall’individuazione dell’Istituto acquirente, grazie ad una gara competitiva posta in essere dall’azienda di Stato proprietaria della maggioranza delle azioni (Medio Credito Centrale), ma l’unica cosa di cui si parla oggi è la trattativa per l’ennesimo slittamento dei termini per il closing ad una data non meglio specificata verso la fine dell'anno

Tutto questo si svolge in un contesto che, dichiararlo burocratico, è un complimento, mentre si susseguono serie di comunicati dei soggetti più o meno interessati da cui non è dato capire nulla di concreto. Diteci una volta per tutte: qual è veramente il problema? Quale ruolo vuole attribuire la Regione Umbria alla Cassa di Risparmio di Orvieto nel progetto di sviluppo economico del nostro territorio? Poiché dentro la CRO ci sono i nostri soldi, ci dicano con trasparenza come stanno le cose, non nascondendosi dietro comunicati così generici a cui è difficile credere ed a cui, soprattutto, non credono tutti coloro che hanno seguito e sopportato le passate vicende.

Un territorio si distrugge anche con questi comportamenti. Le Istituzioni pubbliche e la Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, se ancora esistono, battano un colpo e si assumano la loro responsabilità. È noto a tutti che lo sviluppo di un territorio è fatto di istruzione, finanza e impresa. Nessuno di questi tre settori sta bene. Ora stiamo rafforzando o azzoppando una di queste tre gambe?".

PrometeOrvieto

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