economia

Redditi Irpef, l'Umbria corre ma calano quelli di lavoratori autonomi e imprenditori di ditte individuali

domenica 26 aprile 2026

Battuta d’arresto dei lavoratori autonomi - professionisti, artisti, consulenti, freelance - e degli imprenditori di ditte individuali dell’Umbria nella corsa al recupero dei livelli medi nazionali di reddito. Il tutto mentre, nel complesso, l’Umbria mette a segno un aumento record del reddito reale dichiarato per contribuente, ben oltre il doppio dell’aumento registrato in Italia Le dichiarazioni dei redditi Irpef presentate nel 2025, e relative all’anno d’imposta 2024, diffuse dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, mostrano infatti che, nella regione, sia il reddito dei lavoratori autonomi sia quello degli imprenditori di ditte individuali è sceso più di quanto non sia accaduto a livello nazionale: -8,1% reale, ossia al netto dell’inflazione, per i lavoratori autonomi umbri, contro il -4,8% del dato nazionale.

Si tenga presente che la flessione degli autonomi umbri nel 2024 è la seconda più pesante in Italia dopo quella della provincia autonoma di Trento (-12,7%). Subito dopo l’Umbria, al terzo posto nazionale degli arretramenti, ci sono le Marche (-8%). E, per restare nel Centro, la Toscana marca -4,6% e il Lazio -2,9%. Meno ampia la differenza tra il reddito medio per impresa degli imprenditori di ditte individuali dell’Umbria — sia in contabilità ordinaria sia semplificata — e il dato nazionale: -4,8% nella regione, -4,4% in Italia. Insomma, il 2024 non è stato certo un anno buono per i lavoratori autonomi e per i titolari di ditte individuali. Queste ultime, in Umbria, rappresentano il 49,7% del totale delle imprese, contro il 49,4% in Italia. Ma per quelle umbre l’anno è stato ancora più pesante. Il risultato è che, se nel 2023 un lavoratore autonomo umbro aveva un reddito inferiore del 10% rispetto al dato nazionale — 59 mila 700 euro contro 66 mila 300 — nel 2024 tale distanza si allarga al 12,7%: 55 mila 200 contro 63 mila 600 euro.

Meno mosso il divario Umbria-Italia sul fronte degli imprenditori di ditte individuali, che tuttavia è strutturalmente peggiore rispetto a quello degli autonomi, aggirandosi intorno al 21%. Ossia: un imprenditore umbro titolare di ditta individuale ha un reddito annuo inferiore del 21% rispetto a un collega italiano. Il quadro si rafforza se si fa il confronto con l’andamento del complesso dei redditi Irpef in Italia, puntualmente presentato dai dati del Ministero. Mentre il reddito reale degli autonomi e degli imprenditori di ditte individuali nel 2024 in Umbria cala, il reddito reale Irpef per contribuente nella regione registra un balzo del 7,8%, miglior risultato d’Italia, oltre il doppio dell’incremento medio nazionale (+3,2%).

In altre parole, in Umbria i redditi dei non autonomi, sostanzialmente dipendenti e pensionati, hanno fatto molto meglio. Anche perché, va detto, avevano l’assoluta necessità di recuperare pesanti ritardi precedenti nell’adeguamento delle retribuzioni. E c’è da dire che, nonostante il recupero effettuato nell’ultimo quinquennio, i lavoratori autonomi umbri continuano a presentare un reddito annuo non solo inferiore a quello di tutte le regioni del Centro-Nord, ma anche a quello di una regione del Mezzogiorno come la Sardegna.

Nel 2024 il reddito per lavoratore autonomo è, in media, di 55 mila 200 euro, contro i 62 mila 500 delle Marche, i 61 mila 300 della Toscana e i 63 mila 500 del Lazio. La Sardegna fa 56 mila 500 euro. I valori più alti si registrano nella provincia di Bolzano (80 mila 700 euro), in Lombardia (74 mila 800), in Emilia-Romagna (69 mila 400) e in Friuli-Venezia Giulia (68 mila 900). I valori più bassi in Calabria (45 mila 500), Basilicata (49 mila 900) e Molise (50 mila).

Stessa situazione, anche se ovviamente con cifre diverse da quelle dei lavoratori autonomi, sul fronte degli imprenditori di ditte individuali. Il dato è una media tra quelli in contabilità ordinaria, che hanno redditi più alti, e quelli in contabilità semplificata, che li presentano più bassi. In Umbria, nel 2024, siamo a 66 mila 800 euro per impresa, contro un dato nazionale di 84 mila 300. Anche in questo caso è la cifra più bassa tra tutte le regioni del Centro-Nord. E a superare l’Umbria non è più solo la Sardegna, ma anche l’Abruzzo: rispettivamente 70 mila 900 e 68 mila 400 euro.

Se, però, si allarga l’orizzonte a cinque anni, così da cogliere le tendenze di fondo di medio periodo, la situazione appare migliore per l’Umbria. Basti dire che, in termini reali, nella regione la crescita del reddito dei lavoratori autonomi è stata del 10,6%, contro il +2,3% della media nazionale, con una velocità della crescita umbra di oltre quattro volte superiore a quella italiana. Stessa cosa per gli imprenditori di ditte individuali, il cui reddito reale, sempre nei cinque anni 2019-2024, è cresciuto del 29%, contro il +19,2% dell’Italia.

I dati 2024, quindi, vanno considerati al momento come una battuta d’arresto sulla strada del recupero del lavoro autonomo e imprenditoriale dell’Umbria, non come un rovesciamento di questa tendenza. Riprendendo il tema più generale, il reddito dichiarato per contribuente in Umbria - 24 mila 800 euro - è inferiore del 3,9% al dato medio nazionale, pari a 25 mila 800 euro, ma superiore a quello di tutte le regioni del Mezzogiorno. E non è il fanalino di coda del Centro-Nord, perché a esserlo, stavolta, sono le Marche, con 24 mila 600 euro. Questo, come visto, grazie al balzo record dei redditi per contribuente registrato nel 2024. La crescita record del reddito degli umbri nel 2024, come detto, +7,8% in termini reali, ha ridotto di oltre la metà il ritardo che i cittadini della regione avevano, in media, rispetto al dato nazionale: il divario sul reddito dichiarato per contribuente è infatti sceso dall’8% del 2023 al 3,9% del 2024, più che dimezzandosi. Nel 2023, i valori erano 23 mila euro per l’Umbria e 25 mila per l’Italia.

"I dati - dichiara Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria - confermano un passaggio delicato per il lavoro autonomo e per le ditte individuali umbre, che restano una componente essenziale della nostra economia diffusa. La battuta d’arresto del 2024 non cancella il recupero realizzato negli ultimi anni, ma segnala che quel percorso va sostenuto con maggiore decisione. Il divario con la media nazionale resta significativo, soprattutto per le imprese individuali, e impone attenzione su produttività, innovazione, dimensione aziendale e accesso ai mercati. Allo stesso tempo, il forte miglioramento del reddito complessivo per contribuente dimostra che l’Umbria ha energie reali e capacità di recupero. La sfida è fare in modo che questa spinta coinvolga con più forza anche autonomi, professionisti e piccoli imprenditori. Servono strumenti mirati, accompagnamento alla transizione digitale, formazione e politiche capaci di rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale. La Camera di Commercio dell’Umbria continuerà a lavorare in questa direzione, al fianco delle imprese e dei territori”.

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