"Destinazione Orvieto" sfida l'inverno e punta a cambiare il ritmo della città

Aumentare i flussi turistici, incrementare la permanenza media, destagionalizzare le presenze. È la tripla sfida al centro di "Destinazione Orvieto", il progetto di valorizzazione territoriale e turistica presentato, come annunciato, nel pomeriggio di sabato 24 gennaio a Palazzo Bisenzi. A lanciarlo è stato il giornalista Claudio Lattanzi, che ha condiviso e costruito l'iniziativa con Luca Sbarra, Emanuele Rossi, Antonella Cannas e con una comunità di addetti ai lavori e giovani professionisti.
L'idea guida è quella di spostare l’asse dalla visita mordi e fuggi ad una permanenza più lunga e distribuita lungo l’anno, trasformando i mesi meno frequentati in un tempo "abitabile" e produttivo. La strategia dichiarata passa attraverso filiera d’impresa, turismo lento, racconto coordinato e una presenza strutturata sui social, rivolta al mercato nazionale e internazionale, con l’ambizione di consolidare Orvieto come una delle capitali italiane dello slow tourism.
Nel corso dell’incontro, idealmente dedicato alla figura di Domenico Masnada, per lunghi anni responsabile dell’ufficio turistico e animatore instancabile del settore, sono stati presentati otto itinerari di trekking, accessibili anche a un pubblico non specialistico. Accanto ai percorsi, i promotori hanno illustrato un piano di marketing articolato in sette punti, proposto come base di lavoro e dichiaratamente aperto a integrazioni e modifiche, anche alla luce delle proposte degli operatori.
Un ulteriore tassello riguarda la comunicazione: “Destinazione Orvieto” sarà anche una rivistadedicata al turismo e alla promozione delle aziende aderenti al circuito – già novanta, secondo quanto riferito – con l’obiettivo di rendere l’azione di rilancio un impianto stabile, e non un’iniziativa episodica. È stato inoltre annunciato il primo pacchetto integrato pensato per attrarre visitatori nei periodi di minore afflusso.

Il passaggio più significativo, però, è arrivato sul piano economico. Lattanzi ha messo sul tavolo un dato secco: "L’indotto del Cammino dell’Intrepido Larth è di 482.000 euro". Un numero che, al di là delle valutazioni tecniche, restituisce un messaggio chiaro: il turismo lento produce ricaduteconcrete, diffuse e trasversali, tra ospitalità, ristorazione, servizi, commercio e promozione delle produzioni locali.
Subito dopo, è lo stesso Lattanzi a porre la domanda che sposta la discussione dalla percezione alla necessità di stimare: "Quanto indotto genera Umbria Jazz Winter?". E incalza: "Possibile che non esista – o non sia resa disponibile – una valutazione pubblica, verificabile e condivisa su uno degli eventi simbolo della stagione cittadina?". La misurazione degli impatti non è un dettaglio, ma la condizione per programmare con serietà.

Da qui la dichiarazione più netta, che lega la destagionalizzazione alla qualità della vita civica: "La destagionalizzazione è un obiettivo non solo per il turismo, ma per la vita dell’intera comunità. Non è possibile che, dopo che si sono spente le luci di Umbria Jazz e se n’è andato Carlo Pagnotta con il suo bellissimo teatrino colorato, la nostra comunità sia destinata a un oblio civile e civico che mette tristezza. Non è un destino a cui dobbiamo essere condannati, con un coprifuoco alle cinque del pomeriggio nei mesi di gennaio, febbraio e marzo. Dobbiamo entrare nella consapevolezza che il destino dipende da noi: è la comunità orvietana che deve risorgere e sfidare con coraggio il futuro".
Anche la scelta simbolica della mascotte si inserisce in questa impostazione. "Destinazione Orvieto" ha adottato la lumaca, richiamando la tradizione della Lumachella, diventata anche Presidio Slow Food, e presentando – oltre a gadget e materiali editoriali – la prima versione conosciuta della lumachella dolce, proposta oggi in degustazione. La mascotte ufficiale è una lumaca di stoffa, realizzata dalla cooperativa sociale Mir, a sottolineare un’idea di azione strutturata capace di tenere insieme identità, territorio e dimensione sociale.
La scommessa, dunque, non riguarda soltanto i numeri del turismo: riguarda la continuità del tessuto urbano e la sua capacità di restare vivo anche quando i riflettori si spengono. "Destinazione Orvieto" si presenta come un tentativo di costruire un’economia della permanenza e, insieme, un orizzonte di responsabilità collettiva: misurare, programmare, coordinare. Perché l’inverno non diventi una resa, ma una stagione da abitare.
Di seguito il Piano di marketing:
A) Pacchetti stagionali
In determinati periodi (bassa stagione) le imprese del territorio potranno organizzare delle offerte promozionali da divulgare tramite il portale e i social ad esso collegato. Si tratta di organizzare una serie di offerte speciali che potranno essere divulgate attraverso il portale ed i social ad esso collegati, ma anche venduti sul mercato dai tour operator che aderiscono al servizio. Ogni servizio potrà avere una sua denominazione particolare in maniera da attivare una strategia ricorrente ed annuale a sostegno dei periodi, o dei singoli territori, più critici. Questa azione viene favorita e sostenuta dall’apporto di tour operator locali o nazionale. Al momento è già stato attivato da pochi giorni e si sta già vendendo il pacchetto "Dolce metà", una promozione collegata alla festa degli innamorati. Nel giro di tre giorni sono già arrivate le prime prenotazioni.
A) Note in cantina. Obiettivo: destagionalizzare Umbria Jazz Winter
Un festival itinerante animato da gruppi musicali che sarà ospitato nelle cantine. Il progetto va costruito in base alle disponibilità delle singole cantine, anche in collegamento con eventi da lanciare nel contesto di DO.
B) Lumachella, prodotto gastronomico da affermare nel mercato nazionale
Simbolo di DO, la lumaca richiama la lumachella che finora non è stata ancora oggetto di una specifica azione di marketing. Il piano prevede di organizzare un festival dedicato alla lumachella che può svolgersi in varie date nel corso dell'anno e in contesti diversi per realizzare obiettivi diversi come, ad esempio, sostenere le iniziative sociali di una frazione, di un quartiere o di una azienda come le cantine. Sullo sfondo rimane la strategia da definire per fare della lumachella un prodotto commercializzato a livello nazionale, secondo la strategia che sta perseguendo Confartigianato Terni con il pampepato. In fondo anche il panettone, fino alla fine dell'ottocento, era un dolce diffuso e conosciuto esclusivamente nella provincia di Milano. Inevitabile il richiamo all'associazione delle Città slow con cui costruire politiche promozionali condivise.
C) Il progetto influencer
L'idea di fondo è quella di mettere in campo un progetto condiviso per fare in modo che il territorio abbia una copertura intensa da parte degli influencer, la cui gestione ed il relativo costo (spesso limitato allo "scambio merce" o a rimborsi spese) sarà partecipato dalle aziende che vorranno accogliere il progetto. I gruppi di lavoro definiranno meglio l'utilizzo migliore degli influencer, se sia cioè preferibile concentrarli in un periodo, in un paese, in un evento, in un singolo settore economico.
D) Gli ambasciatori di Orvieto nel mondo
E' stato creato un club onorifico degli "ambasciatori di Orvieto nel mondo", formato da personalità che hanno una posizione prestigiosa nei rispettivi campi professionale e che sono legati per vari motivi ad Orvieto. La loro azione si dispiegherà in modo da concordare con loro e con gli imprenditori. I settori saranno quelli della ristorazione, della hotellerie, dei viaggi, ma anche della cultura, della politica e del giornalismo. Il primo che ha già aderito è il noto chef di Baschi, Lorenzo Polegri che gestisce una scuola di cucina a Chicago ed ha preparato due volte il pranzo a Barack Obama alla Casa Bianca.
E) Campagne social modello Fai
L'habitat telematico collegato a DO potrà ospitare campagne social su vasta scala che invitano i navigatori a votare la zona più bella del territorio, inventando un concorso da abbinare magari ai nuovi percorsi di trekking.
F) Eventi legati al turismo culturale
L’organizzazione di mostre d’arte da ospitare nelle strutture aderenti al circuito DO potrà rappresentare la base per impostare una azione finalizzata ad attrarre il turismo culturale per il quale non è stato finora elaborato alcun progetto specifico. A tal proposito, si vedano i grandi risultati ottenuti nel 2022 dalla fondazione Carit con la mostra ospitata a Terni con opere di Artemisia Gentileschi e un Caravaggio che ha fatto 10 mila presene in un mese. Un successo ripetuto successivamente con la mostra “L’amore da Tiziano a Bansky”. “Progetto archeologia”, tour sui luoghi degli scavi archeologici.
G) Organizzazione di un festival nazionale dedicato al turismo lento per rafforzare l’immagine di Orvieto come una delle capitali italiane del trekking. Evento da organizzare con le aziende
H) E' allo studio l’istituzione di un Parco letterario, iniziativa sostenuta dal ministero della Cultura di cui in Umbria esiste finora una sola realtà.
Per ulteriori informazioni:
www.destinazioneorvieto.com
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