economia

L'incertezza pesa sull'economia mondiale

giovedì 4 agosto 2022
di Aldo Sorci

La sintesi più efficace dello stato di salute dell’economia internazionale è un solo sostantivo: incertezza. La corrente elettrica dello sviluppo è la stabilità che porta gli investimenti, mentre l’incertezza stacca la spina.
Il PIL mondiale è da mesi in rallentamento, ma è difficile prevedere come evolverà essendo legato a situazioni complicate; la prima è quanto durerà la guerra Russia-Ucraina da cui dipendono i prezzi dell’energia, di molte materie prime e di conseguenza le impennate dell’inflazione e le misure “recessive” per frenarla. Il rischio è dunque la “stagflazione” cioè contemporaneamente stasi e prezzi in crescita.

Ma purtroppo c’è dell’altro. È del tutto evidente che sta crescendo la competizione fra Stati Uniti e Cina in campo economico, militare, spaziale e politico e sale in modo preoccupante la temperatura su temi particolarmente sensibili come Taiwan. La recente visita di Nancy pelosi a Taipei, pur con tutte le buone intenzioni, appare in questo contesto, completamente avventata. Russia ed Europa, in fase ciclica di lungo periodo declinante, perdono di importanza sullo scacchiere mondiale proprio a vantaggio della Cina e in parte degli USA, che utilizzano a tal fine anche la Nato e beneficiano della loro lontananza dal teatro di guerra.

La corsa alle armi europea ed in particolare quella poderosa della Germania (vicina alla recessione), può costituire una importante moltiplicatore del PIL, ma suscita interrogativi di tipo etico e, a medio termine, anche di natura economica per il conseguente aumento delle spese correnti. L’UE e l’area Euro devono riposizionarsi e rinnovare o adeguare i Trattati, del tutto dimenticati dopo l’invasione da parte della Russia, evento che ha quasi monopolizzato i lavori del Consiglio e della Commissione impegnati a rincorrere gli Stati Uniti nel definire e applicare sanzioni, coscienti che però  danneggiano seriamente anche noi.

Quanto all’Italia, dopo le severe 4/5 crisi che si sono succedute a partire dal 2008/9, ne stiamo ora attraversando un’altra, surreale e confusa che include la caduta del Governo e le elezioni politiche il 25 settembre, ad otto mesi dalla fine naturale della legislatura. E ciò in un quadro economico e sociale problematico, difficile e, appunto, incerto. La crisi politica, che ha più padri (non escluso lo stesso Presidente del Consiglio), non fa certamente bene al nostro Paese e potrebbe comportare ripercussioni gravi sull’iter del PNRR e, quindi, sull’avvio di quel nuovo slancio di cui l’Italia ha urgente necessità.