economia

Scuola, Coldiretti: "Uno studente su tre senza Dad nelle campagne"

martedì 17 novembre 2020
Scuola, Coldiretti: "Uno studente su tre senza Dad nelle campagne"

Il digital divide spezza il Paese a metà; quasi 1 famiglia su 3 (32%) che vive in campagna non dispone di una connessione a banda larga con conseguente difficoltà per l’accesso dei giovani studenti alle lezioni on line (la c.d. DAD) con i propri insegnanti. E’ quanto emerge da una elaborazione di Coldiretti su dati Istat in riferimento ai 3 milioni e 700 mila studenti che secondo Tuttoscuola saranno in didattica a distanza integrata per effetto dell’ultimo DPCM entrato in vigore con l’estendersi dell’emergenza Covid.

“I ritardi nelle infrastrutture telematiche continuano a tenere separate città e campagna – afferma Elvino Pasquali, Direttore Coldiretti Viterbo – Nelle aree rurali soltanto il 68% dei cittadini dispone di connessione a banda larga nei comuni con meno di duemila abitanti, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat relativi al 2019. In generale solo il 76 % delle famiglie italiane dispone di un accesso internet e appena il 75 % ha una connessione a banda larga”.

Quindi sono proprio le nuove generazioni che vivono nelle aree rurali ad essere le più svantaggiate. “I giovani nelle campagne svolgono un ruolo fondamentale perché evitano l’abbandono dei piccoli borghi e delle zone rurali – interviene Enrico Vettori, Delegato Giovani Impresa Viterbo – Al tempo stesso sono proprio i primi ad essere i più esposti dato che si spostano su autobus e treni locali per raggiungere i centri più grandi dove trovano scuole e servizi spesso assenti nei piccoli comuni”.

Il pesante digital divide italiano va quindi colmato. “Dobbiamo considerare anche il potenziale che le nuove tecnologie offrono a quella che viene definita come agricoltura 4.0 – sottolinea Pasquali – Si potrebbe ottenere un incremento di produttività con conseguente riduzione dei costi e sostegno alla sostenibilità ambientale nonché cogliere le opportunità del turismo nelle aree interne e del commercio on line in questo momento di difficoltà. Inoltre nella nostra agricoltura vengono sempre più utilizzati droni, sistemi informatizzati di sorveglianza per irrigazioni e fertilizzanti, la blockchain per la tracciabilità degli alimenti, tutti elementi che necessitano però di un affidabile collegamento internet.  Le nuove tecnologie digitali sono sicuramente uno strumento strategico per l’avviamento di un’impresa, per la sua evoluzione e per competitività. Non possiamo continuare a rimandare”.

Per questo Coldiretti ha siglato con Tim e Bonifiche Ferraresi un accordo per portare la banda ultralarga nelle aziende e sostenere con nuove soluzioni tecnologiche il grande potenziale di innovazione del settore a beneficio della ripresa economica del Paese, accelerando la transizione digitale dell’agroalimentare Made in Italy. L’emergenza coronavirus ha fatto emergere la strategicità della digitalizzazione del Paese a sostegno anche della competitività del Made in Italy agroalimentare, dal commercio elettronico all’ottimizzazione dei processi, per ottenere un incremento di produttività accompagnata dalla riduzione dei costi e a favore della sostenibilità ambientale. Nuove risorse anche per valorizzare le grandi potenzialità dell’offerta turistica ed enogastronomica delle campagne con ben il 92% delle produzioni tipiche nazionali che nasce proprio nei piccoli borghi italiani con meno di cinquemila abitanti secondo l’indagine Coldiretti-Symbola.