cultura

L'Istituto Tecnico "Majorana-Maitani" presenta il progetto de "Il Ponte dell'Incontro"

mercoledì 4 novembre 2026
di D.P.

Gettare ponti anziché alzare muri, lasciandosi ispirare in qualche modo dalle parole di Jorge Mario Bergoglio. Ma anche ripensare infrastrutture come parchi urbani e spazi di aggregazione, oltre che punti di transito. Lo hanno fatto gli studenti della classe 5ª CAT dell'Istituto Tecnico "Majorana-Maitani" di Orvieto, sviluppando un ambizioso progetto di rifunzionalizzazione urbana del Ponte dell’Adunata.

Fatto costruire da Papa Gregorio VII nel 1083, due anni prima di morire, nel punto di confluenza tra i fiumi Paglia e Chiani, l’attraversamento ai piedi della Rupe che collega i quartieri dello Scalo e Ciconia, lungo la Statale 71 Umbro Casentinese Romagnola, dal chilometro 34,39 al chilometro 34,515 e convoglia i flussi di traffico verso le scuole e l’Ospedale "Santa Maria della Stella" necessita oggi di una radicale riqualificazione.

Se Anas S.p.A. ha avviato l'iter di progettazione per la demolizione dell'attuale ponte in muratura, già interessato in passato da interventi di messa in sicurezza e barriere provvisorie tipo New Jersey, e la realizzazione di un nuovo ponte strallato in acciaio e calcestruzzo, l’attività degli studenti è nata nell’ambito della partecipazione a un concorso sul decoro urbano.

E come percorso di service learning, culminato nella presentazione del progetto nella Sala DigiPass della Nuova Biblioteca Pubblica "Luigi Fumi" nell’ambito dell'annunciato convegno "Ponti di accoglienza. Turismo universale: costruire connessioni tra diritto al viaggio ed eccellenza nell’ospitalità", promosso da Collegio dei Geometri della Provincia di Terni e Disability Pride, in collaborazione con la Rete delle Professioni Tecniche dell’Umbria.

Attraverso un'attenta analisi sul campo, la classe ha evidenziato le problematiche che affliggono l'attuale struttura. A partire dalla fragilità e dalla sicurezza. All’indomani anche dell’alluvione del 12 novembre 2012, infatti, il ponte è stato soggetto a chiusure e limitazioni di transito, mostrando limiti strutturali che hanno spinto il Comune ad avvalersi di riflessioni e mozioni per la sua messa in sicurezza o ricostruzione.

Altro nodo, quello delle barriere architettoniche e della scarsa accessibilità. Gli attuali percorsi pedonali, infatti, risultano "stretti, discontinui e non idonei al passaggio sicuro di persone con disabilità motoria, anziani o genitori con passeggini". E poi c’è la promiscuità del traffico. "La vicinanza pericolosa tra la carreggiata veicolare e gli spazi pedonali riduce fortemente il comfort e la sicurezza della mobilità dolce".

Con la supervisione delle professoresse Ilaria Ferretti e Francesca Orunesu, gli studenti hanno applicato a un caso reale competenze tecniche di rilievo, progettazione e normativa sull'accessibilità e ideato così "Il Ponte dell'Incontro", che trae ispirazione dai simboli cittadini, citando "lo slancio gotico del Duomo, la luce dei suoi mosaici e la profondità del Pozzo di San Patrizio, ripresa attraverso due scale a chiocciola alle estremità".

Accanto a identità e design locale, gli allievi hanno compiuto scelte relative a materiali e strutture. L'infrastruttura immaginata prevede due archi laterali contrapposti a formare il simbolo dell'infinito, realizzati in acciaio corten per fondersi con i colori del tufo e del paesaggio fluviale e arricchiti da montanti verticali dorati. Sul fronte dell’accessibilità e della sostenibilità, il progetto azzera le barriere.

Netta la separazione fra traffico veicolare e percorsi pedonali e ciclabili. Previste rampe a norma, illuminazione con led a basso consumo, pavimentazione fotoluminescente e la creazione di aree di sosta e punti panoramici affacciati sul fiume. Un’idea progettuale concreta, capace di generare valore pubblico e rispondere alle esigenze dei cittadini, in sinergia tra scuola e pubbliche amministrazioni.

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