cultura

Parte da Orvieto la "crociata" per il riconoscimento Unesco per il merletto italiano

giovedì 15 ottobre 2026

"Bisogna remare tutti insieme affinché il merletto italiano ottenga, meritatamente, il riconoscimento Unesco e far sì che il percorso intrapreso riesca a trovare nuovo impulso fio a giungere a compimento". Questo il messaggio emerso dalla quarta edizione di "Terre & Trame”, svoltasi come annunciato domenica 11 ottobre al Palazzo del Capitano del Popolo di Orvieto. L'ormai tradizionale appuntamento fortemente voluto dal Gal Trasimeno-Orvietano e dalla sua direttrice Francesca Caproni ha del resto saputo riunire, sotto la direzione artistica di Anna Lisa Piccioni, alcune delle comunità umbre impegnate nella salvaguardia e nella trasmissione delle proprie tecniche di merletto.

Ovvero la “rete del modano” di San Feliciano, rappresentata dalla locale associazione “Filet a Modano” e dal vicesindaco di Magione Vanni Ruggeri; il “pizzo d’Irlanda” di Isola Maggiore, attraverso la comunità de “Il P.Es.Co APS” di Tuoro sul Trasimeno; il Merletto di Orvieto, rappresentato dal Comitato Cittadino dei Quartieri di Orvieto e dal Comune con l’assessore Alda Coppola. Al confronto ha partecipato anche la comunità di Bolsena, con l’Associazione “Bolsena Ricama”, rappresentata da Maria Assunta Di Carlo, e con il vicesindaco e assessore alla Cultura del borgo viterbese Raffaella Bruti.

Ed è propro la presenza congiunta di realtà di Orvieto e Bolsena che ha fatto assumere all’evento un significato particolare: due comunità di territori e regioni diverse si ritrovano insieme a custodire e tramandare la stessa tecnica. Il Merletto di Orvieto, infatti, giunse a Bolsena attraverso Maria Vittoria Ovidi, che ne aveva appreso l’arte da Velia Pollegioni e da Clara Paragiani, figura centrale dell'Ars Wetana. Una storia che dimostra come questo autentico patrimonio immateriale viva nelle persone e nella trasmissione dei saperi, superando i confini geografici e amministrativi e sia ancora vivo a tal punto da essere riconosciuto e salvaguardato. 



"Per questo – sostiene Francesca Caproni - il riconoscimento Unesco non rappresenterebbe soltanto un titolo di prestigio. Significherebbe riconoscere il merletto italiano come patrimonio culturale vivente, fatto di tecniche, gesti, conoscenze, memoria e comunità. E altrettanto significherebbe rafforzarne la salvaguardia e la trasmissione alle nuove generazioni, sostenere scuole e comunità di pratica, incentivare documentazione, ricerca e formazione e accrescere la conoscenza e la visibilità di queste tradizioni a livello nazionale e internazionale”.

Secondo la direttrice del Gal Trasimeno-Orvietano "ci sarebbe anche la possibilità di offrire ai territori una straordinaria opportunità di valorizzazione culturale e turistica, costruendo percorsi capaci di mettere in relazione artigianato artistico, storia, musei, paesaggio, laboratori e comunità locali, nell’ambito di un turismo culturale consapevole e sostenibile. Il merletto italiano non è infatti soltanto un’eredità del passato: è un sapere ancora vivo, capace di generare identità, relazioni, cultura e nuove opportunità per i territori”.

Da Orvieto, insomma, le comunità presenti a “Terre & Trame”, insieme al Gal Trasimeno-Orvietano, intendono quindi proporre alle altre comunità italiane legate all’arte del merletto e alle istituzioni coinvolte di rafforzare una rete nazionale e condividere un documento unitario da rivolgere al Ministero competente. L’obiettivo è chiedere di conoscere lo stato del percorso intrapreso e le ragioni per cui, a distanza di anni dal suo avvio, esso non sia ancora giunto a conclusione, sollecitamdone inoltre una ripresa concreta e condivisa del cammino verso appunto il riconoscimento Unesco.

Non si tratta di rivendicare il primato di una tecnica o di un territorio, ma di riconoscere la forza di un patrimonio nazionale costruito proprio sulla ricchezza delle sue diversità: tecniche differenti,storie e comunità diverse unite dalla cultura del filo, dalla manualità, dalla creatività e dalla trasmissione dei saperi. Parte, dunque, dall’Umbria, con il coordinamento di Francesca Caproni e del Gal Trasimeno-Orvietano la proposta di unire le voci, condividere gli obiettivi e portare a compimento il percorso intrapreso, perché appunto il merletto italiano merita il riconoscimento Unesco come patrimonio dell’umanità.

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