cultura

Danilo Rea incanta Orvieto: da Sakamoto all'improvvisazione la musica diventa racconto contemporaneo

domenica 2 agosto 2026
di Beatrice Curci

Un dialogo immaginario, aperto, costante, onirico tra passato e presente destinato a rinnovarsi in ogni nota. Piazza del Popolo uno spazio di ascolto condiviso per Sakamoto & Me, il progetto con cui Danilo Rea rende omaggio al compositore giapponese senza mai cedere alla tentazione di una semplice celebrazione. Prima di fondersi con lo sgabello e i tasti del pianoforte, Rea racconta l’idea del progetto: non un repertorio da riproporre fedelmente, ma un incontro dialogico con un artista che ha cambiato il modo di intendere la musica contemporanea. Una dichiarazione d'intenti che orienta l'intera serata, durante la quale il pianista mostra come il modo più autentico per rendere omaggio al genio di Ryuichi Sakamoto sia continuare a cercare, sperimentare e improvvisare.

In una sera afosa, l’aria attraverso l’armonia delle note prende forza e respiro mentre il pubblico segue ogni passaggio musicale con un'attenzione quasi assoluta, lasciandosi guidare dentro un racconto costruito, ma senza alcuna scaletta, nota dopo nota. Così il concerto trova il proprio equilibrio tra scrittura e libertà. Le melodie più celebri di Sakamoto emergono con naturalezza per poi aprirsi a nuove direzioni, senza perdere la loro riconoscibilità per diventare un terreno di una continua trasformazione, sospesa tra lirismo e improvvisazione. Rea fa in modo che il pianoforte respiri, rallenti, acceleri, inseguendo il suono più che la forma.

Accanto a lui, Martux_M ha costruito un tessuto elettronico con una texture mai invasiva, capace di ampliare lo spazio sonoro senza sottrarre centralità al pianoforte. Il racconto per immagini del videomaker argentino, Mauro Cosenza accompagnano la performance. Essenziali, suggestive, evocative creano un’interazione continua tra musica e visione. Nessun artificio spettacolare, ma una scelta estetica coerente con lo spirito del progetto: fare della contaminazione un linguaggio, non un effetto. La piazza ospita un'esperienza irripetibile in cui il pianoforte e la maestria di Rea diventano il punto di partenza di un viaggio che non cerca di imitare Sakamoto, ma lo incontra e lo riconosce.

Le melodie riaffiorano, si trasformano, respirano dentro nuove armonie, lasciando spazio all'imprevisto, cifra stilistica di Rea. Due artisti all’unisono che hanno fatto della libertà il centro della propria ricerca. Da una parte Ryuichi Sakamoto, compositore capace di attraversare i confini tra musica colta, elettronica, cinema e avanguardia. Dall'altra Danilo Rea, maestro dell'improvvisazione, musicista che da sempre trasforma ogni concerto. 

Qui suono, luce e immagini costruiscono un ambiente immersivo in cui ogni elemento dialoga con gli altri, restituendo al pubblico un racconto che coinvolge tutti i sensi. E dove le mani del pianista si fondono e diventano le armonie di frame onirici. È questa la forza di "Sakamoto & Me": non limitarsi a ricordare un gigante della musica contemporanea, ma raccoglierne l'eredità creativa. Perché Sakamoto ha insegnato che le contaminazioni non sono eccezioni, ma linguaggio; che Debussy può convivere con l'elettronica, il minimalismo con la tradizione giapponese, il cinema con il silenzio.  

Un progetto che supera di gran lunga l’idea di concerto e di un tributo al passato, ma di una musica ancora capace di interrogare il presente. Chi si aspettava semplicemente di ascoltare un concerto si è portato con sé qualcosa di diverso: l'impressione di aver attraversato un paesaggio emotivo. Perché la grande musica, quando incontra artisti capaci di reinventarla, non appartiene più soltanto a chi la esegue. Diventa un'esperienza condivisa che continua a risuonare anche dopo l'ultima nota.

Dopo il concerto di Petra Magoni, anche quello di Danilo Rea conferma la qualità della proposta artistica della rassegna Sinapsi. Due appuntamenti diversi per linguaggio, ma accomunati dalla stessa idea di cultura: offrire spettacoli che non si limitano all'intrattenimento, ma invitano all'ascolto, all’esplorazione, alla scoperta, alla riflessione.

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