cultura

Ai nastri di partenza la settima edizione di "Ad Arte Festival"

mercoledì 29 luglio 2026

L’eudaimonia (dal greco eu = “bene” e daimōn = “spirito guida”) è un concetto centrale della filosofia aristotelica e indica la “fioritura” dell’essere umano: non un semplice stato di felicità momentanea, ma il pieno compimento della propria natura attraverso la pratica della virtù, della consapevolezza e dell’azione. Per Aristotele non si tratta di “sentirsi bene”, ma di vivere bene, cioè di realizzare nel tempo una forma di vita significativa, coerente e condivisa.

È proprio in questa prospettiva che il festival "Ad Arte", in programma a Proceno da venerdì 31 luglio a venerdì 7 agosto a Palazzo Ascanio Sforza, può essere letto come uno spazio contemporaneo di eudaimonia collettiva: un luogo in cui il teatro e la musica diventano pratica di crescita, incontro e trasformazione, uno spazio in cui la persona può esplorare sé stessa, incontrare l’altro e dare forma a nuove possibilità di senso. Perché l’arte non è solo spettacolo, ma occasione di fioritura umana.

Le opere selezionate non offrono risposte definitive, ma aprono domande, mettendo in scena fragilità, desideri, conflitti e possibilità di senso. Il cartellone del festival costruisce infatti un percorso che attraversa identità, memoria e immaginazione, restituendo allo spettatore l’occasione di riconoscersi e, forse, di “fiorire” attraverso lo sguardo sull’altro.

Breve storia del Festival. Nato nel 2014 a Calcata, il suggestivo borgo della Valle del Treja arroccato su una rupe tufacea, il Festival si è affermato nel tempo come un appuntamento capace di trasformare vicoli, piazze e scorci del paese in un grande palcoscenico diffuso. Dopo cinque edizioni che hanno intrecciato arte, territorio e partecipazione, nel 2020 inaugura una nuova fase del suo percorso: per la prima volta varca i confini della sua sede originaria e apre nuovi spazi all’aperto, portando sotto i riflettori il teatro e il cinema emergenti e indipendenti. Una scelta che rafforza la vocazione del Festival a valorizzare linguaggi contemporanei e progetti fuori dai circuiti tradizionali, creando occasioni di incontro tra artisti, pubblico e territorio. Dal 2014, ogni edizione del Festival è stata identificata da un titolo-manifesto, una dichiarazione poetica e politica capace di raccontarne la visione e la tensione culturale:
2014 – In direzione ostinata e contraria: l’esordio dedicato a chi sceglie percorsi non convenzionali e sfida le rotte prestabilite
2015 – Diversi si nasce: un inno alla diversità come ricchezza, linguaggio artistico e possibilità di incontro
2016 – Eretico: spazio alle voci fuori dal coro, al pensiero critico che mette in discussione dogmi e certezze
2017 – Resilienza: il racconto di un’arte capace di resistere, trasformarsi e generare nuovi immaginari dopo la crisi
2018 – Utopia: l’ultima edizione a Calcata, dedicata alla costruzione di mondi possibili e visioni future

Dopo l’esperienza calcatese, il Festival approda a Proceno, borgo medievale al confine tra Lazio e Toscana, trasformando il margine geografico in un luogo privilegiato di incontro tra artisti, comunità e pubblico. La prima edizione procenese, nel 2023, porta il titolo LÌMEN, dal latino “soglia” e “confine”: un invito ad attraversare frontiere culturali, linguistiche e creative.

Nel 2026 il Festival torna a Proceno con la sua seconda edizione, dopo aver esplorato il tema del confine, il percorso approda a una domanda essenziale: quale ruolo può avere l’arte nella costruzione di una vita piena, consapevole e condivisa? Un interrogativo che attraverserà spettacoli, incontri e momenti di confronto, ponendo il teatro al centro di una riflessione collettiva sul senso dell’esistere.

Le ultime due edizioni si concentrano esclusivamente sulla sezione teatrale, affiancata ogni sera da una proposta musicale che prolunga il dialogo con il pubblico oltre la scena. A fare da cornice è la storica dimora di Palazzo Guido Ascanio Sforza, che apre i propri spazi alla ricerca e alla produzione indipendente.

Da Calcata a Proceno, il Festival continua così il suo percorso “ostinato e contrario”: portare il teatro emergente e indipendente nei luoghi meno battuti dai circuiti culturali, facendo dei borghi non semplici scenografie, ma protagonisti attivi della creazione artistica e della vita culturale del territorio.

Di seguito il programma:

Teatro & Musica
venerdì 31 luglio
ore 21 - "Su tutte le furie. Storia della figlia"
Regia di e con Giuditta Cambieri
Regia associata: Rosa Mascopinto

ore 22.30 - "La Bossanova incontra l'Italia"
Chico Miceli: Chitarra e Voce
Marco D’Anelli: Flauto e Sax

domenica 2 agosto 
ore 21 - "Alfonsina Panciavuota"
Di e con Fabio Marceddu
Regia di Antonello Murgia

ore 22.30 - "Blue 42", Trio Swing Italiano
Valeria Paci (voce e batteria)
Maurizio Chiani (chitarra)
Daniele Carlani (contrabbasso)

lunedì 3 agosto
ore 21 - "FRAMƎ"
Penelope - Alda Merini - Frida Kahlo
Ideazione, regia e scenografie: Lisa Rosamilia
Con: Chiara Marchesano, Francesca Orlandi, Miriam Frosoni

ore 22.30 - Locura De Guitarras Duo
Riccardo Ascani (chitarra)
Roberto Ippoliti (chitarra)

martedì 4 agosto 
ore 21 - "Storia di Anna La Pazza"
Di e con Marco Valeri

ore 22.30 - "Triskell, "Celtic Folk Trio
Matteo Colasanti (voce, armonica, chitarra acustica 6 e 12 corde, bouzouchi irlandese, mandolin banjo, stomp box, percussioni)
Mauro De Angelis (voce, violino, flauti tin wistle, mandolino)
Gerardo Iannaccone (basso acustico)

mercoledì 5 agosto 
ore 21 - "Santa Smeralda
Regia di e con Smeralda Capizzi

ore 22.30 - "The Empress Spell. Magia e Rivoluzione delle Donne del Blues"
Ilenia Appicciafuoco (voce narrante, canto, tastiera synth)
Antonio Gambacorta (chitarra, canto, voce narrante)

giovedì 6 agosto
ore 21 - "'O Mistero Buffo"
di Dario Fo e Franca Rame – versione in dialetto napoletano
(riduzione a cura di Nicola Mariconda)
Con Nicola Mariconda
Regia di Nicola Mariconi

ore 22.30 - "SĪRĒN",
Incantevole neo-politan world music
Maria Gerarda Cavezza (voce, tamburi, loop station)
Carmen Mariconda (danza e perfomance)
Alessandro Arcella (chitarra, fisarmonica e loop station)

venerdì 7 agosto 
ore 21 - "Favole Insostenibili"
Di e con Giorgio Cardinali – Regia: Caterina Mannello
Musiche: Antonio D’Amore – Illustrazioni: Chiara Mela

ore 22.30 - "Coletivo Beija Flor" Nord-Est Brazilian Band
Livia Clemente (vocals & triangle)
Giovanni Belia (accordion & vocals)
Alessandro Amato (zabumba)
Gianluigi Capone (pandeiro, trombone & vocals)

Tutti gli spettacoli si terranno presso Palazzo Ascanio Sforza in Corso Regina Margherita, 2 - Proceno.

Per ulteriori informazioni: 
347.7327201 - associazioneculturaledillinger@gmail.com 

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