cultura

Dagli scavi archeologici di Poggio Gramignano emergono nuovi ambienti

mercoledì 15 luglio 2026

Stanno emergendo nuovi ambienti risalenti alla tarda antichità nel sito archeologico di Poggio Gramignano a Lugnano in Teverina dove è iniziata la campagna di scavi 2026 che sta interessando un ulteriore ampliamento dell’area di ricerca. Lo rende noto il Comune in una nota secondo la quale le indagini mirano a ricostruire le ultime fasi di frequentazione di Poggio Gramignano documentando le profonde trasformazioni che interessarono il complesso dopo il progressivo declino della villa romana. 

Fra i nuovi rilievi emersi, c’è quello che riguarda un edificio individuato grazie alle recenti indagini geofisiche, situato a breve distanza dalla villa già nota. La campagna 2026 ha avviato le prime esplorazioni con l'obiettivo di definirne cronologia, caratteristiche architettoniche e rapporto con il complesso principale. L'ipotesi attualmente al vaglio degli studiosi, secondo quanto riferito dall’amministrazione, è che il nuovo edificio sia stato realizzato in una fase successiva all'abbandono della funzione residenziale della villa. 

In questo periodo gli ambienti dell'antico complesso sarebbero stati progressivamente riutilizzati per attività produttive e, successivamente, per l'impianto del celebre cimitero infantile tardoantico, mentre le funzioni insediative si sarebbero trasferite nel nuovo edificio. “La campagna di ricerca - dichiara il sindaco Alessandro Dimiziani - conferma il valore della collaborazione tra enti locali, università e istituzioni scientifiche internazionali, rafforzando il ruolo di Lugnano in Teverina come centro di riferimento per lo studio dell'archeologia della tarda antichità e per la formazione di giovani ricercatori provenienti da tutto il mondo”. 

Sabato 18 luglio intanto è in programma l’open day al sito archeologico di Poggio Gramignano dove il pubblico verrà accolto dalle 17 alle 19 con visite guidate gratuite. I visitatori saranno accompagnati direttamente sullo scavo dal team internazionale di ricercatori e archeologi delle Università di Arizona (Tucson), L'Aquila e Tuscia. “Sarà un'occasione unica – spiega Dimiziani - per conoscere da vicino le attività di scavo, le metodologie di ricerca e le più recenti scoperte emerse durante la campagna archeologica 2026”. 

Al termine della visita sarà possibile proseguire il percorso presso il Museo civico di Lugnano in Teverina ospitato nell'edificio "Ex Fabbrica" dove sono conservati ed esposti i principali reperti provenienti dagli scavi della villa romana. Tra questi alcuni mosaici, intonaci dipinti, ceramiche, anfore e numerosi altri manufatti che raccontano la storia del sito. Il sito archeologico di Poggio Gramignano, come noto, conserva i resti di una vasta villa rustica romana del I secolo a.C., estesa su circa 2.000 metri quadrati. 

Il complesso è conosciuto a livello internazionale anche per il rinvenimento della celebre necropoli infantile del V secolo d.C., realizzata durante una grave epidemia di malaria che colpì il territorio nella tarda antichità. L’attuale campagna di scavi vede impegnato un gruppo internazionale composto da circa venti archeologi provenienti da Italia, Stati Uniti e da altri Paesi europei che resteranno a Lugnano fino a fine luglio.

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