cultura

Nicola Ravera Rafele si aggiudica la 12esima edizione del Premio Letterario Città di Lugnano

mercoledì 8 luglio 2026

Con il romanzo "Nubifragio" (Ed. HarperCollins), Nicola Ravera Rafele ha vinto la 12esima edizione del Premio Letterario Città di Lugnano. Il romanzo è stato scelto dopo la pubblica votazione della giuria di esperti e della giuria popolare che hanno espresso quest'anno la stessa opzione. L'altro riconoscimento principale, il Premio Speciale Giorgio Patrizi, dedicato a un libro di particolare qualità nella ricerca stilistica e narrativa, è andato a Francesca Silvestre per il romanzo "Storie bumbare" (Ed. Italo Svevo). 

Per la sezione racconti inediti, dedicati quest'anno al tema "Il Piano B", il vincitore è stato "Lasciando la notte a Gaza" di Massimo Silva. Per il Premio "Idea.Re", scelto dalla giuria popolare per i romanzi è stato lo stesso Ravera Rafele ad aggiudicarselo, mentre per i racconti inediti ha vinto Marco Costantini con "L'ultima luce a Valverde". Gli altri libri finalisti, oltre a quelli di Ravera Rafele e Silvestre, erano “L'avvenire” di Giorgio Ghiotti (Carabba), “Le occasioni di Giovanna” di Claudio Morandini (Nottetempo) e “La vita sempre” di Elena Varvello (Guanda), selezionati da una giuria di esperti presieduta da Paolo Petroni e composta da Daniela Carmosino, Annagrazia Martino, Giorgio Nisini, Paolo Pintacuda, Ilaria Rossetti, Carlo Zanframundo oltre a Yari Selvetella, vincitore dello scorso anno, che ne fa parte per un anno. 

Il romanzo vincitore di Nicola Ravera Rafele cerca di costruire un ritratto dei nostri tempi andando al di là delle vicende spicciole di otto personaggi in spensierata vacanza su una piccola isola, senza avvertire l'imprevisto, l'ombra di un presagio nefasto, un'alluvione che travolgerà tutto. Il racconto ha così una sua continua suspense rendendo l'atmosfera di un mondo che non si rende conto di nulla e dopo l'accaduto costringerà tutti a fare i conti von se stessi. 

In “Storie bumbare” Francesca Silvestre punta sulla vita quotidiana delle persone per riferirci i mutamenti storici di Dignano d'Istria, oggi paese croato, dopo l'8 settembre quando all'occupazione nazista si sostituì quella dei parigiani titini, gli slavi, i drugarisi. E fa opera di storia e letteraria anche recuperando con tante citazioni, modi di dire, parole, il ricordo del dialetto locale bumbaro, oggi in via di estinzione, dando vita a un racconto in cui passato e presente quasi si confondono e che, in quel suono perduto, rivive. 

Il racconto” Lasciando la notte a Gaza” di Massimo Silva, medico napoletano del Cardarelli, con una scrittura tesa ed essenziale trasforma una sala chirurgica palestinese con un soldato israeliano ferito in un palcoscenico, dove la parola ha il compito di farci riflettere sugli immani dilemmi umani che si consumano in quel luogo e tutto il Medio Oriente. Con gran senso di compassione viene messo in scena il conflitto interiore tra la violenza della guerra e l'imperativo morale di mantenere la propria umanità. 

Questo, con gli altri racconti finalisti, è stato raccolto in un volume dal titolo "Il Piano B", curato come sempre da Elisabetta Putini, che è anche creatrice, curatrice e presentatrice del Premio stesso. La cerimonia di premiazione si è svolta nella piazza principale del paese, di fronte alla chiesa della Collegiata. A premiare sono stati il sindaco Alessandro Dimiziani, il capo di Gabinetto della Provincia Raffello Federighi e ad altre autorità locali.

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