Campania Teatro Festival
cultura

Quando il teatro diventa questione di famiglia: "I fratelli De Filippo" al Mercadante

lunedì 6 luglio 2026
di Livia Di Schino

Un abbraccio collettivo ed immaginariamente di tutta Napoli a "I fratelli De Filippo" (tratto dal libro "Vita di Eduardo" di Maurizio Giammusso) di Carla Cavalluzzi, Angelo Pasquini, Sergio Rubini, di e con Sergio Rubini. Ad uno di quelli che sappiamo oggi essere uno dei simboli della città partenopea. Un sold out, quello di domenica 5 luglio - lunedì 6 luglio alle 19 la replica - al Teatro Mercadante di Napoli che, per alcuni spettatori all'ingresso senza essere riusciti preventivamente ad acquistare il biglietto, ha rappresentato un'incognita dell'ultima ora per l'ingresso in sala.  Ma, come si sentiva dire dalla platea e stando un po' a ciò che si sente ripetere da chi non si arrende, "È sempre meglio provare". 

Provare, contaminare e contaminarsi in un universo di mondi, di cerchi esistenziali che, nel racconto della quotidianità di Napoli, ha trovato perno nella rivoluzione di Eduardo De Filippo. Un uomo, un artista, un poeta che con le sue parole e la musicalità della sua lingua ha saputo conquistare il suo pubblico ed incantare anche le generazioni successive. Ma chi era Eduardo e chi erano i fratelli De Filippo (con lui, Titina e Peppino)? Il sipario si è aperto su di loro e sulla loro fragilità e forza esisteziale. Ai nostri tempi si direbbe "resilienza". Subendo una condizione di figli illegittimi di Scarpetta (la madre era la nipote della sua legittima sposa) non hanno ricevuto dal padre né il cognome, né l'eredità, ma soprattutto la percezione di quell'affetto di cui ogni figlio ha bisogno. E poi quell'essere considerati nei propri successi e nella costruzione del futuro. 

Soprattutto Eduardo - nato nel 1900, anno nel quale viene datata la pubblicazione in tedesco dell'Interpretazione dei Sogni di Sigmund Freud - ma anche i fratelli che, a partire dalle prime creazioni artistiche, dovettero vivere questa loro innata creatività come qualcosa che sarebbe dovuta toccare solo a chi portava il cognome legittimo.  Eppure, come a volte accade, dalle difficoltà si trova la forza di sollevarsi e, con sacrifici, fame e debiti, cercare un riscatto. Perché, come da precetto machiavellico, i nemici vanno eliminati, mai umiliati. Altrimenti diventano pericolosi. E così è stato. Dall'arte di Scarpetta, al cui passaggio c'era chi gettava anche petali di rosa, i fratelli De Filippo con in testa Eduardo, hanno imposto una rivoluzione che dal palco del Mercadante - con ritmo, ottima scenografia e grande affiatamento degli attori - è stata ripercorsa e proposta anche in chiave psicologica agli spettatori.

Come per gli impressionisti, l'arte doveva assumere le pennellate della quotidianità, della vita vera, di quella miseria che spesso costringe ma, se vissuta con dignità, non umilia come un rifiuto. E quindi Eduardo, nelle vesti di direttore artistico dei Fratelli De Filippo, propone al suo pubblico un racconto: quello della vita. E mentre si apre la scena di una prima versione (ridotta) di "Natale in casa Cupiello", si chiude il sipario di uno dei più attesi spettacoli di "Campania Teatro Festival 2026", lasciando il sapore di quel tanto dolore che se diventa forza, volontà di riscatto, non lascia mai sereni, costringendo ad una rabbia interiorie. Una condizione che, come la bassa e l'alta marea, va e viene ma non smette mai. Fantasmi che prima reali e poi interiori logorano ma, nutrendosi di sacrificio, possono (con il talento, lo studio, la determinazione) diventare anche un esempio per le nuove generazioni. 

Tra le curiosità, tra il pubblico napoletano anche un volto televisivo che, nel rispetto della privacy, non nomineremo. Anche lui ad omaggiare questa storia, i fratelli De Filippo e la loro determinazione.



"I fratelli De Filippo"
Tratto dal libro Vita di Eduardo di Maurizio Giammusso
Di Carla Cavalluzzi, Angelo Pasquini, Sergio Rubini
Di e con Sergio Rubini
E con Susy Del Giudice e Marianna Fontana
E Francesco Del Gaudio, Antonio Orefice, Angela Rosa D’auria, Simone Borrelli, Emanuela Saccardi
Musiche: Nicola Piovani
Costumi: Maurizio Millenotti
Scene: Roberto Crea
Luci: Marco Macrini
Coproduzione: Best Live, Teatro Stabile di Catania e Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival
Durata: 1 ora e 50 minuti

Foto d'apertura: CampaniaTeatroFestival.it

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