cultura

Necropoli del Vallone di San Lorenzo, per l'ottavo anno si torna a scavare

lunedì 6 luglio 2026

Si è ufficialmente aperta l'ottava campagna di scavo archeologico alla Necropoli del Vallone di Montecchio. Le attività, che proseguiranno fino ai primi giorni di agosto, coinvolgono una trentina di archeologi tra ricercatori e studenti italiani e statunitensi, questi ultimi partecipanti al programma accademico internazionale "Montecchio Archaeology Field School".

La campagna è condotta su concessione del Ministero della Cultura e si avvale di una stretta collaborazione istituzionale tra il Comune di Montecchio, concessionario e sostenitore del progetto, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria, nella persona del dottor Luca Pulcinelli, l’Università degli Studi di Perugia con la direzione scientifica del professor Gian Luca Grassigli, la Kent State University dell’Ohio (USA) e l'Associazione Culturale Acqua.

Gli studenti sono diretti sul campo dalla professoressa Sara Harvey della Kent State University dell’Ohio (USA), e dagli archeologi Spiganti Stefano e Francesco Pacelli. L’area oggetto delle indagini si trova in località Raiano, a breve distanza dalla zona archeologica già accessibile al pubblico, su di un fazzoletto di terra inesplorato dove dal 2017 sono in corso annuali campagne alla ricerca di una parte ignota della Necropoli. I risultati di scavo hanno consentito di ampliare le conoscenze sull’organizzazione necropolare della comunità di Montecchio, la cui identità umbra è stata accertata dai rituali, dai reperti e dalla particolare architettura funeraria con tipologie di tombe più antiche rispetto a quelle già note e presenti nello storico nucleo indagato a partire dalla metà del 1800 da Domenico Golini.

La precedente campagna, quella del 2025, ha portato alla scoperta di una tomba a fossa appartenente ad un principe rinvenuto insieme ai monili (pugnale a stami e scettro regale), al corredo funerario e ad un carro a due ruote in ferro, risalente all’ultimo quarto del VII secolo a.C. A ricordo della sepoltura regale, secoli dopo, durante la fase romana imperiale, alcuni individui hanno trovato sepoltura in altrettante tombe a fossa disposte intorno a quella del notabile, come a divinizzare ed eroizzare uno dei fondatori e precursori della comunità di Montecchio. La tomba a fossa è stata interpretata, quindi, come un monumento funerario celebrativo per l’intera comunità che abitava quest’area tra il VII ed il IV secolo a.C. e di cui l’età romana serbava ancora l’antico ricordo.

Le ultime campagne di scavo hanno inoltre ricevuto lo straordinario supporto tecnico dell’equipe del professor Gabriele Scorrano dell’Università di Roma Tor Vergata in merito allo studio del Dna delle sepolture di Montecchio, contribuendo a una mappatura genomica e associativa della comunità di Montecchio con le altre del centro Italia. Dal 2025 è in corso un convegno internazionale di studi realizzato a Montecchio il cui titolo - "Relazioni complicate. Reciprocità e dipendenze culturali fra i popoli antichi dell’Italia centrale" - chiarisce l’intento congregativo di richiamare i principali esperti delle culture italiche per tenere costante l’aggiornamento sulle recenti scoperte della Penisola.

Nota della Redazione: Orvietonews, giornale online registrato presso il Tribunale di Orvieto (TR) nr. 94 del 14/12/2000, non è una bacheca pubblica. Pur mantenendo fede alla disponibilità e allo spirito di servizio che ci ha sempre contraddistinto risultando di gran lunga l’organo di informazione più seguito e letto del nostro territorio, la pubblicazione di comunicati politici, note stampa e altri contributi inviati alla redazione avviene a discrezione della direzione, che si riserva il diritto di selezionare e modificare i contenuti in base a criteri giornalistici e di rilevanza per i lettori.