Il calcio come memoria e appartenenza: "Undici metri" il nuovo romanzo di Andrea Laprovitera

Distanze e battiti del cuore: da una parte i metri, dall'altra le emozioni. Eppure, in fondo, entrambi raccontano il cammino di una vita. È intorno a questo doppio binario che si sviluppa Undici metri (Nulla die), il romanzo con cui Andrea Laprovitera ci porta esattamente lì: sulla linea sottile che separa il dischetto del rigore dalla porta, uno spazio sospeso dove si decide non solo l'esito di una partita ma il peso specifico di una vita intera. Lì la squadra viene meno e si è soli con tutto il peso addosso davanti a quella rete che può essere futuro o frustrazione, dar vita alla vittoria o alla più grande sconfitta della propria esistenza.
La narrazione prende forma in una dimensione profondamente provinciale in cui storia e tradizione continuano a dialogare con il presente. Uno sfondo perfetto per un calcio lontano dai riflettori milionari della televisione e vicinissimo, invece, alla polvere e alla passione dei campi di periferia. Al centro della narrazione c'è la figura, romantica e a tratti malinconica, di un allenatore di provincia. Quest'uomo si fa custode di un calcio che oggi sembra quasi estinto: un calcio fatto di fango, di sudore, di spogliatoi dove ci si guarda ancora negli occhi e in cui il senso di appartenenza vale più di qualsiasi ingaggio.
Il legame profondo e quasi paterno tra l'allenatore e i suoi ragazzi emerge attraverso un dettaglio poetico e identitario: i soprannomi. Nella squadra nessun giocatore è solo un numero sulla schiena; ognuno si porta addosso un nome di battaglia, un marchio di fabbrica che ne racconta i difetti, le virtù, le manie. È un espediente narrativo che evoca immediatamente la grande letteratura sportiva alla Eduardo Galeano, dove lo sport diventa epica popolare e ogni calciatore si trasforma nel personaggio di un microcosmo umano.
Laprovitera scrive con una prosa asciutta ma fortemente evocativa, capace di restituire il ritmo della partita, il fiato corto della corsa e il silenzio carico di tensione che precede un fischio dell'arbitro. La nostalgia che attraversa le pagine non è mai sterile rimpianto, bensì una dichiarazione d'amore verso una dimensione umana del gioco, dove il fallimento è parte integrante della crescita e non una condanna definitiva e la vittoria è una tappa del percorso da imparare a gestire senza perdere il contatto con la realtà. "Undici metri" non racconta solo il calcio ma la vita e il modo in cui impariamo ad attraversarla.
TITOLO: Undici Metri
AUTORE: Andrea Laprovitera
CASA EDITRICE: NullaDie
PAGINE: 134
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