cultura

Quando la storia di Allerona si studiava nelle scuole rurali di campagna

mercoledì 10 giugno 2026
di Felice Roberto Danielli

Nel 1976 all'interno del Podere Belvedere di Meana è stata recuperata la parte restante di un quaderno (8 pagine) di uno scolaro che frequentava la scuola dentro una stanza adibita ad aula, in 3 pagine c'è lo svolgimento di un tema di storia sulle origini di Allerona. Cosa sono le scuole rurali di campagna? Dopo il 1860 con l'Unità d'Italia sotto la spinta di superare l'arretratezza culturale ed il diffuso analfabetismo, prese forma l'idea delle scuole di campagna e/o rurali.

Allerona è un territorio prevalentemente rurale, quando nel 1835 lo Stato Pontificio emana il Catasto Gregoriano suddivide in 7 territori (mappette) la giurisdizione del castello di Lerona. Da una mia ricerca ho rilevato la presenza di circa 125 poderi (per difetto) nel territorio delle 7 mappette, per dare un'idea di quanto erano popolate le campagne riprendo una statistica del 1911 nel Comune erano residenti 2074 persone ed il 74% abitava in campagna, soltanto Castel Giorgio con 2321 abitanti aveva l'87% di abitanti in campagna superando la presenza campagnola alleronese. Per questo si rese necessario provvedere alla presenza nel territorio di 5 scuole rurali.

1) In vocabolo Belvedere di Meana, nel dopoguerra verrà trasferita al vocabolo Fattoria nei pressi di Casanova di Villa Cahen;

2) In San Pietro Acquaeortus in una stanza dell'ex convento, nel dopoguerra è stato poi costruito il nuovo edificio fuori dal convento ad ovest dell'ingresso della chiesa;

3) In vocabolo Bargiano, poi trasferita nel podere di mezzo di Monticchi finché non viene costruita nel dopoguerra la nuova scuola;

4) A Palombara in una stanza del casolare in alto sulla collinetta;

5) In vocabolo Campo Ricco finché nel dopoguerra non viene costruita la nuova scuola in prossimità del bivio con l'incrocio dell'Osteraccia.

Queste scuole avevano un solo maestro/a con diploma magistrale che teneva lezioni ad un'unica pluriclasse dentro una stanzetta di una casa rurale (podere), la scuola elementare prevista per 5 anni era obbligatoria soltanto i primi 3 anni, i nostri nonni avevano quasi tutti soltanto la terza elementare.

Da alcune ricerche emerge che in queste scuole la frequenza si concentrava nel periodo Dicembre-Marzo, per tutto il resto dell'anno quasi tutti i bambini ed i ragazzi erano chiamati ad aiutare le famiglie nel lavoro dei campi le esigenze familiari erano così preponderanti che costringevano i padri a richiamare i loro figli per i lavori campestri o per i lavori domestici nelle case.

Poi c'era una sorta di pregiudizio anticontadino che caratterizzava la cultura di élite tra le quali era invalsa e diffusa l'opinione che gli alunni delle scuole rurali avessero intelligenza e minore disposizione all'apprendimento a causa di “alunni ordinariamente meno svegli e meno disposti alla riflessione ed allo studio”.

Esclusi alcuni esempi importanti qualificanti in Umbria come la scuola del Pischiello dei marchesi Ranieri di Sorbello e Alice Franchetti di Città di Castello nel 1903, nel 1912 anche il conte Eugenio Faina nella sua tenuta apre una scuola rurale per la formazione dei suoi coloni ai lavori agricoli. La scuola rurale che doveva portare “dalle stalle alle stelle” i contadini emerge invece che la classe dirigente padronale latifondista si pone uno degli obiettivi come quello di “legare i contadini alla terra” per cui bastava saper leggere e scrivere e far di conto. Esemplificativo quanto scritto da V. Garelli “la scuola di campagna è quella che aduna i figli dei contadini, perché vi siano ammaestrati in modo che non si danneggino le loro forze fisiche ed intellettuali, anzi si preparino sotto la condotta di abile maestro ad essere probi ed abili coltivatori nella pienezza delle loro forze, nella sanità dell'arbitrio e nella cultura della mente”.

Di seguito i fogli del quaderno con lo svolgimento del tema "La storia di Allerona":





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