cultura

Corteo Storico e Corteo delle Dame "Nicoletta De Angelis", le novità dell'edizione 2026

lunedì 25 maggio 2026

Una festa in Piazza del Popolo con cavalli e scene di vita medievale, che interesseranno anche il portico della Chiesa di Sant'Andrea, e una mostra fotografica itinerante nelle vetrine delle attività commerciali del centro storico. Sono tra le principali novità dell'edizione 2026 del Corteo Storico di Orvieto e del Corteo delle Dame "Nicoletta De Angelis" che torneranno ad animare la città in occasione della festività del Corpus Domini. Il programma delle iniziative è stato presentato lunedì 25 maggio nella Sala Consiliare del Palazzo Comunale dal presidente dell'Associazione "Lea Pacini", Silverio Tafuro, dal vicepresidente Marcello Meffi, e dal membro del Consiglio Direttivo Fabio Cimicchi, alla presenza del sindaco Roberta Tardani. 

Il percorso di avvicinamento al lungo weekend di festa inizierà sabato 30 maggio, alle 17 al Museo "Emilio Greco", con la presentazione del nuovo costume del Corteo delle Dame realizzato in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Brera cui seguirà la presentazione del nuovo sito internet curato da Andrea Mazzi e Barbara Medici e del libro “Artigianato e Arte per il Corteo Storico di Orvieto” che racconta gli artigiani di Orvieto che hanno prestato la loro opera per il Corteo. Il volume, scritto da Franco Pietrantozzi e Aldo Lo Presti, è il quarto della collana "La Paciniana" con cui l'Associazione "Lea Pacini" omaggia la storia della manifestazione e la sua ideatrice.

Mercoledì 3 giugno, alle 21.15, la Chiesa di Sant'Andrea farà da cornice al concerto accompagnato da alcuni brani sul mistero dell’Eucarestia con la direzione artistica del Maestro Riccardo Cambri, in collaborazione con la Parrocchia dei Santi Andrea e Bartolomeo, della Diocesi di Orvieto-Todi, dell'Università delle Tre Età di Orvieto e della Scuola Comunale di Musica "Adriano Casasole". Durante tutta la settimana che porterà alla festa del Corpus Domini, in collaborazione con l’Associazione “Visit Orvieto”, i negozi del centro storico aderenti esporranno fotografie recenti e meno recenti del Corteo Storico in una sorta di mostra itinerante che abbraccerà tutta la città.

Venerdì 5 giugno l'uscita del Corteo delle Dame, alle 21, che quest'anno sarà preceduto e affiancato da "La festa inizia in piazza", iniziativa organizzata in collaborazione con il Centro Ippico Happy Horse, l’associazione Nicoletta De Angelis - Corteo dei Popolani Città di Orvieto, la Compagnia Porta Rocca Arcieri e Balestrieri Orvieto, l'associazione PresepeOrvieto e la Compagnia Mastro Titta. Dalle 19,30 in Piazza del Popolo in attesa dell’arrivo della sfilata delle Dame che raggiungerà anche la piazza, saranno riprodotte scene di vita medievale con la presenza di cavalli addobbati con le insegne utilizzate nei primi anni del Corteo Storico.

In programma anche assaggi della tradizione sotto il Palazzo del Capitano del Popolo mentre un alto quadro di vita quotidiana medievale impreziosirà gli archi della colleggiata di Sant'Andrea. Il Corteo delle Dame poi arriverà come di consueto in Piazza Duomo dove si terrà la benedizione straordinaria del vescovo di Orvieto-Todi, monsignor Gualtiero Sigismondi, prima dello spettacolo degli sbandieratori dell’associazione "Lea Pacini".

Domenica 7 giugno, infine, alle 10, il Corteo Storico con i suoi oltre 400 figuranti uscirà dal Palazzo del Capitano del Popolo per raggiungere il Duomo e accompagnare la processione religiosa con il Sacro Corporale per le vie della città. 

«Quest'anno sono state organizzate una serie di iniziative, dalla festa in piazza alla mostra itinerante, per accrescere ancora di più il coinvolgimento della città», ha commentato il presidente Silverio Tafuro che, sollecitato dalle domande, si è soffermato sulla possibile assenza per motivi personali dei fratelli Pedichini - Alessandro, Carlo e Orlando - divenute in questi anni figure iconiche del Corteo nel ruolo dei portatori di asce. «Una decisione che ci era stata preannunciata già lo scorso anno - ha detto - ora stiamo cercando di convincerli ma se non dovessimo riuscirci non potremmo far altro che prenderne atto a malincuore e trovare dei sostituti». 

Dall'associazione è arrivata anche l'apertura a valutare l'organizzazione dell'uscita dei quartieri in base all'ordine dell'arrivo della Staffetta dei Quartieri, che si corre tradizionalmente il giorno prima del Corteo Storico, come avveniva in passato. «La decisione di non legare l'uscita dei quartieri all'esito della Staffetta - ha spiegato il vicepresidente Marcello Meffi - era maturata nel momento in cui per diversi anni era stato l'Olmo a vincere la gara e quindi avevamo voluto assicurare una rotazione». «Siamo comunque aperti al colloquio», ha chiosato il presidente Tafuro.

Sulla questione, dal sindaco Tardani è quindi arrivata la proposta che a stabilire l'ordine di uscita dei quartieri possa eventualmente essere la classifica finale del Trofeo dei Quartieri recentemente istitutito dal Comune di Orvieto. «La sana competizione tra i quartieri va valorizzata - ha osservato - e in questo modo potrebbe essere ancora più animata e partecipata».

«Come abbiamo potuto toccare con mano in questi giorni - ha detto il sindaco - con l'arrivo delle feste della tradizione Orvieto riscopre quel senso di comunità e di unità che ci dovrebbe accompagnare tutto l'anno. Il Corteo Storico è un evento fortemente identitario e significativo della nostra città perché accompagna la processione religiosa e il Miracolo eucaristico del Corpus Domini che abbiamo il privilegio di custodire all'interno del Duomo. Quanto al trasferimento dei costumi nella sede individuata insieme all'associazione a Palazzo dei Sette - ha aggiunto rispondendo alle domande - stiamo definendo gli ultimi dettagli tecnici. Il contratto di comodato d'uso è stato definito e vorremmo che entro l'autunno si possa procedere al trasloco. In un momento in cui anche a livello nazionale si riconosce l'importanza dei costumi storici, con l'istituzione di una giornata dedicata, riteniamo che questo passaggio rappresenti un'opportunità non solo per promuovere le nostre tradizioni ma anche per valorizzare e tramandare il saper fare dei nostri artigiani».

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