cultura

Successo per l'incontro con l'archeometallurgo Alessandro Pacini, autore del libro "Passeggiate nell'orto metallurgico"

martedì 19 maggio 2026
di I.F.

L’incontro organizzato dal Gruppo Ecologista “Il Riccio” in collaborazione con la Biblioteca Comunale “Francesco Melosio” di Città della Pieve ha riscosso vero successo, un pubblico estremamente attento e interessato ha seguito la relazione, accompagnata da esplicative diapositive, dell’archeometallurgo Alessandro Pacini, autore del  libro “Passeggiate nell’orto metallurgico”.  Il titolo richiama il suo lavoro di artigiano e studioso, il suo  ricercare in natura quanto necessario all’arte della metallurgia, lo studiare da storico l’arte antica, dalla preistoria al rinascimento.

Studio, ricerca e sperimentazione sono alla base del suo operare, infatti alla riflessione artistica si affianca la ricostruzione sperimentale, un metodo basato sui  confronti con i reperti archeologici, con le fonti documentarie, letterarie e iconografiche, supportato da analisi scientifiche, ma anche da ricordi e suggestioni, in un connubio tra le intuizioni dell’artigiano e la razionalità dell’analista, che l’autore incarna per formazione culturale ed esperienza artigianale. 

Il libro ha il pregio di condurre il lettore in un vero e proprio hortus conclusus, rappresentato nella copertina del testo con al centro la Vergine, il tipico giardino medievale recintato, legato a monasteri e conventi, dove si coltivavano piante e alberi per scopi alimentari e medicinali. In ambiente simile l’artigiano, Alessandro Pacini, opera trasformando la materia in raffinata bellezza. La sperimentazione lo ha portato a cercare i materiali nel proprio territorio, sabbie, argille, erbe, piante. Il testo è diviso in capitoli dedicati appunto a fiori, erbe e piante, quelle necessarie alla lavorazione dei metalli. 

Pacini torna al passato in un periodo in cui la maggior parte degli artigiani si spinge verso il futuro alla ricerca di innovazioni e attrezzature sempre più moderne, e nel suo laboratorio di Montepulciano utilizza le stesse tecniche e attrezzature usate dagli artisti delle antiche civiltà, come se il tempo si fosse fermato, per esempio effettua le saldature con beccuccio ferruminatorio e lucerna a cera d’api,  utilizza il vecchio trapano a volano a mano per fare i fori, effettua la microfusione a cera persa con terre argillose naturali e fibre vegetali come quelle della typha latifoglia.

Nella ricostruzione di oggetti antichi, sostiene l’archeometallurgo, bisogna essere fedeli all’originale in tutti i momenti della lavorazione, seguendo le analisi effettuate dai chimici, affidandosi ad un rigoroso lavoro di squadra. Pacini affronta poi le tematiche legate alla scomparsa dell’artigianato: oggi purtroppo l’artigianato come praticato un tempo, anche non troppo lontano, non esiste quasi più, conseguenza di tanti fattori che vanno da quelli culturali a quelli fiscali. 

Nella società moderna tutto è  computerizzato: saldature a laser, stampanti 3D; di artigianale  è rimasto ben poco. Da qui l’importanza di far rivivere l’artigianato come ricchezza culturale ed economica, la necessità dell’invogliare le giovani generazioni a questa interessante arte, il bisogno di tutelare la bottega artigianale come entità culturale, il tornare a considerare l’artigiano  come diffusore di cultura. 

Dell’importanza del tornare a parlare dell’artigianato e della sua arte nel vero senso della parola e della necessità di farlo rivivere nella sua pienezza ha parlato anche l’Assessore Luca Marchegiani, che ha portato i saluti e i ringraziamenti dell’Amministrazione Comunale. Marchegiani ricorda il glorioso passato artigianale, anche recente, di Città della Pieve e auspica un ritorno alla riscoperta di questa nobile arte, attraverso la riapertura vera e propria di botteghe artigianali anche all’interno della città.

Alla fine dell’incontro molti presenti hanno manifestato la richiesta di ripetere l’esperienza, magari accompagnata da un piccolo laboratorio. Abbiamo di buon grado accolto l’istanza e abbiamo preso  accordi con l’autore per la possibilità di allestire, in autunno, un laboratorio che nell’arco di una giornata possa accogliere scolaresche e visitatori  interessati, e mettere in stretta relazione l’aspetto storico-culturale con la manualità.                                                                                                                      

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