cultura

"Le Ragazze del Patchwork" incontrano le classi IV della Scuola Primaria "Sette Martiri" di Ciconia

mercoledì 13 maggio 2026

Un pomeriggio speciale fatto di colori, stoffe e sorrisi ha unito generazioni diverse alla Scuola Primaria “Sette Martiri” di Ciconia. Mercoledì 15 aprile, le bambine e i bambini delle classi IV hanno incontrato “Le Ragazze del Patchwork”, un gruppo di signore volontarie che seguono il laboratorio promosso dall’Università delle Tre Età di Orvieto. In aula non solo ago, stoffe e fantasia, ma anche storie, esperienza e voglia di condividere.

Durante la lezione dimostrativa dedicata si è scoperto insieme il valore del riutilizzo delle stoffe, imparando come piccoli ritagli possano trasformarsi in figure geometriche e composizioni creative. Triangoli, esagoni, pentagoni e cubi hanno preso forma tra modelli di carta, forbici, tessuti e piccoli esperimenti manuali, fino alla creazione di fiori, stelle e alberi di Natale.

Un’occasione preziosa per trasmettere tecniche creative e attenzione al riciclo, oltre al piacere del fare insieme e dell’ascolto reciproco. A guidare il laboratorio sono state Patrizia Menghi, Fabrizia Mencarelli, Anna Rita Bellini, Patrizia Ubaldini, Laura Buraccioni, Ester A. Camilloni, Carla Calandri, Rita Colletti, Maria Grazia Petrone e Nada Tilli che, con passione, hanno saputo trasformare un pomeriggio di scuola in un’esperienza di incontro e scoperta.

"L’incontro fra il nostro Laboratorio di Patchwork e la Scuola Primaria di Ciconia - afferma il Maestro Riccardo Cambri, presidente dell'Unitre Orvieto - rappresenta una delle tappe più alte e significative. Come presidente, ma soprattutto come educatore e musicista, credo fermamente che la cultura non debba restare chiusa nelle aule, ma trasformarsi in un gesto vivo di condivisione e dono. Il progetto, nato da un mia semplice intuizione che la dirigente scolastica Isabella Olimpieri ha accolto con la consueta lungimiranza, dimostra come l’arte manuale possa diventare un linguaggio universale capace di abbattere le barriere del tempo.

Vedere l'esperienza delle nostre Ragazze intrecciarsi con la spontaneità dei giovanissimi è la prova tangibile che l’Unitre è, nel profondo, un laboratorio di vita. Non è un caso che questa iniziativa giunga proprio nel cuore del nostro 35esimo anno ufficiale di attività. In un’epoca dominata dall'immateriale, riscoprire insieme il valore del fare, del creare e del trasmettere saperi antichi alle nuove generazioni rimane la nostra missione più preziosa. Questo scambio intergenerazionale non è solo didattica: è la bellezza dell’Unitre che si fa comunità, lasciando un tratto di gioia e speranza negli occhi di chi ha partecipato".



A testimoniare la validità e l'entusiasmo del progetto, sono le stesse Ragazze del Patchwork:

"In una scuola - dicono attraverso la penna di Anna Rita Bellini - si entra in punta di piedi per rispetto nei confronti dei bambini, degli insegnanti, del dirigente e di tutto il personale. E noi, Le Ragazze del Patchwork, siamo entrate in punta di piedi con i nostri borsoni, stile Mary Poppins, cariche di pezze, di entusiasmo e di timori. Abbiamo scodellato sui tavoli di una biblioteca coloratissima e di recente inaugurazione le nostre stoffe variopinte; senza ago e filo ci siamo sentite un po' orfane ma non ci siamo perse d’animo. 

I bambini seduti a terra in cerchio ci guardavano, in silenzio, con curiosi occhi sgranati, in attesa di un qualche stupore, di una qualche meraviglia. Non potevano deluderli…sono apparse come per magia le figure geometriche preparate su cartoncino rigido: l’esagono composto da sei triangoli equilateri, (che bravo quel bambino con gli occhi azzurri che li ha saputi riconoscere!) i rombi che opportunamente accostati formano un cubo e poi le stoffe stirate su un biadesivo, e poi la suddivisione in gruppi, le matite, le forbici con le punte arrotondate e via tutti a lavoro!

Una confusione colorata e positiva, tante domande, una gran voglia di fare, di agire, di produrre qualcosa. E piano piano i cubi hanno preso forma, le stelle sono apparse vivaci e pittoresche e facciamo vedere anche come si cuciono le pezze del patchwork e gli occhi si fanno ancora più attenti e le voci più sonore:
“Mia nonna mi fa usare l’ago.”
“Ma qui non si può, potreste farvi male.”
“Oggi quando vado a casa provo a fare gli esagoni, non mi pare difficile e posso usare l’ago.”

Dialoghi concitati che denotano interesse e coinvolgimento. Le due ore dedicate alla lezione dimostrativa sul patchwork e sul suo uso geometrico corrono via rapidamente e alla fine una bella foto tutti insieme con i lavori in bella vista.

Due occhi e un sorriso esclamano: “Ma quando tornate?”. Siamo entrate in punta di piedi e usciamo sorridenti con i sorrisi dei bambini stampati negli occhi e le richieste delle maestre che ci risuonano nelle orecchie: “Potremmo fare un laboratorio in prossimità del Natale?” “E perché no, gli alberi con gli esagoni vengono benissimo e potremmo anche fare le palline per l’albero introducendo la figura del pentagono”. “Potreste anche venire a proporre il vostro laboratorio nella biblioteca di quartiere?” “…Meraviglie del patchwork per tutti!”.

La lezione dimostrativa del patchwork si è svolta il 15 aprile 2026, nelle ore pomeridiane, grazie all’interessante proposta del Maestro Riccardo Cambri, presidente dell'Unitre, alla disponibilità della dottoressa Isabella Olimpieri, dirigente scolastica , alla cordiale accoglienza delle maestre e del personale tutto, all’entusiasmo dei bambini delle classi quarte delle Scuola Primaria “Sette Martiri” di Ciconia.

Grazie bambini per le emozioni vissute insieme, vi dedichiamo un haiku:

piccole mani
si muovono veloci
occhi radiosi".

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