cultura

Riprodotti con stampanti 3D i reperti della Necropoli del Vallone di San Lorenzo

mercoledì 22 aprile 2026
di D.P.

Dagli antichi vasi rinvenuti alla Necropoli del Vallone di San Lorenzo, nel corso delle campagne di scavo archeologico nell'area alle porte di Montecchio, a quelli realizzati con stampanti 3D in fibre di carbonio e materiali di rinforzo ed appena esposti in vetrina a Cleveland, alla Kent State University dell'Ohio. Un allestimento museale, a fini divulgativi e di studio, che dà conto della preziosa attività svolta sul territorio e che duplica nell'aspetto e nella foggia i reperti originali, conservati nei magazzini della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria. 

Grazie alla collaborazione istituzionale tra quest'ultima e l’Ateneo statunitense, oltre che dell’Università degli Studi di Perugia e del Comune, in estate prenderà il via la settima campagna di scavi su concessione ministeriale e con la supervisione del dottor Luca Pulcinelli della Soprintendenza. Le attività coinvolgeranno archeologi, ricercatori e studenti italiani e statunitensi, questi ultimi partecipanti al programma accademico internazionale "Montecchio Archaeology Field School", con la direzione scientifica del professor Gian Luca Grassigli e della professoressa Sarah Harvey. 



Gli studenti saranno assistiti dagli archeologi Stefano Spiganti e Francesco Pacelli, fields director delle operazioni sul campo. Dal 2017 il sito, considerato una delle aree sepolcrali più significative dell’Umbria pre-romana, è interessato da campagne sistematiche che hanno progressivamente ampliato la conoscenza della Necropoli restituendo un quadro sempre più articolato di una comunità attiva tra il VII e il V secolo a.C., dedita all’agricoltura, ai commerci e inserita in una rete di relazioni culturali e materiali con altri centri dell’Italia centrale. 

Dopo la scoperta di diverse tombe a camera, tipiche di questa Necropoli, le più recenti indagini hanno portato alla luce un'ampia porzione del sepolcreto, caratterizzata da tombe a fossa, a dado e a cassone litico. L’ultima campagna, in continuità con i lavori dell’anno precedente, si è concentrata sull’individuazione delle fasi più antiche dell’area sepolcrale, al momento databili al VII secolo a.C., periodo in cui, anche in Umbria, si afferma una complessa struttura aristocratica dai tratti principeschi. 

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